Mercoledì 14 alle 17 alla stazione marittima di Trieste il consiglio provinciale di Uneba Trieste organizza “La ricerca della qualità nelle residenze per anziani”. Cuore dell’incontro è la presentazione del testo “Manuale di buone prassi per la qualità del servizio nelle strutture residenziali per anziani” realizzato a cura della geriatra Gabriella Bellini.

  • qui il depliant con il programma completo dell’incontro
  • qui la presentazione nell’articolo del settimanale della diocesi di Trieste “Vita Nuova”

Per saperne di più sul manuale abbiamo contattato Gabriella Bellini. Ecco qui di seguito quanto ci ha scritto: l’autrice chiarisce l’obbiettivo e la struttura del suo Manuale.

Perché il Manuale

L’idea nasce nel 2007 al termine di un percorso formativo che aveva visto coinvolte le figure dirigenziali ed i quadri delle singole Case associate all’Uneba. Durante queste lezioni vennero affrontati e dibattuti alcuni tra i temi più “insidiosi” in cui ci si imbatte nella pratica quotidiana della presa in carico della persona anziana, evidenziando una discreta variabilità di comportamenti e di opinioni nei professionisti coinvolti.

Nuovi modelli assistenziali e professionali, ma non calati dall’alto

Ciò andava a sommarsi al forte intendimento dei promotori dell’iniziativa di promuovere la diffusione tra le équipes assistenziali delle proprie residenze di nuovi modelli assistenziali e professionali, di fatto di una nuova cultura geriatrica che concretamente ponesse al centro di ogni pratica assistenziale la persona anziana colta nella sua interezza e nella sua unicità.

Da qui l’ulteriore sforzo di elaborare uno strumento operativo che promuovesse delle linee guida ad uso comune, prendendo spunto da quelle di settore, se già esistenti, adeguatamente adattate al gruppo che le avrebbe dovute applicare (tenendo conto di quanto emerso dai vissuti rappresentati nel corso delle lezioni frontali), in modo tale che le potessero sentire come proprie.

Si è consapevoli, infatti, che uno dei problemi principali di questi strumenti è proprio quello che spesso non vengono applicati. Da qui il tentativo di renderli più apprezzati (e quindi più efficaci nel migliorare la pratica assistenziale) attraverso il coinvolgimento locale nel processo di sviluppo e adozione.

La sfida per l’équipe sanitaria: rispondere ai bisogni degli anziani e assieme garantire un uso corretto delle risorse

Rispondere ai bisogni degli anziani, che aumentano e si modificano, si coniuga nel nostro tempo con la necessità di garantire un uso corretto delle risorse.

L’equipe sanitaria, primo destinatario del manuale, che opera nelle nostre strutture si trova così a svolgere una doppia, contraddittoria funzione: garantire la miglior assistenza possibile ai degenti, ma anche di assicurare l’uso più efficiente delle risorse disponibili. Non basta dimostrare che "si fa" assistenza sanitaria, occorre anche definire "come" la si fa e con quali risultati.

I capitoli del manuale hanno precipuamente lo scopo di identificare e adottare nuovi e più appropriati comportamenti su ciò che un’équipe sanitaria preoccupata di sostenere il benessere di chi cura, deve fare e su come deve operare, nell’ambito delle nostre strutture.

Contenuti – “Organizzazione dei servizi”

La prima parte del Manuale, intitolata “Organizzazione dei servizi”, è finalizzata a supportare i professionisti nell’organizzazione-gestione dei principali servizi attivi nelle strutture residenziali Uneba dando indicazioni precise, sia teoriche che operative, in merito a:

  • servizio di accoglienza
  • servizio di fisioterapia
  • servizio di riabilitazione cognitiva
  • servizio di animazione
  • servizio di assistenza spirituale

Una descrizione approfondita del modello assistenziale geriatrico adottato dalle case associate a Uneba precede l’analisi dei singoli servizi, descrivendo in modo analitico le “colonne portanti” di tale modello, ovvero la valutazione multidimensionale, la pianificazione assistenziale personalizzata e l’erogazione degli interventi.

Contenuti – “Problemi clinico assistenziali”

La seconda parte del Manuale, intitolata “Problemi clinico-assistenziali” affronta, invece, le problematiche clinico-assistenziali di più frequente riscontro tra la popolazione geriatrica accolta nelle case di riposo:

  • disidratazione
  • rischio nutrizionale
  • cadute
  • mezzi di tutela e salvaguardia dell’integrità psico-fisica
  • gestione della terapia farmacologica
  • lesioni da compressione
  • gestione dell’ospite con incontinenza sfinterica o affetto da demenza

Si tratta di tematiche che nella persona anziana, specie se istituzionalizzata, assumono connotazioni tutte loro proprie a causa delle peculiarità che contraddistinguono l’assistito geriatrico: la presenza di polipatologie, la loro atipia di presentazione, il cattivo adattamento dell’anziano di fronte agli stress a causa delle ridotte riserve soggettive di organi e apparati.

Queste condizioni, infine, possono complicarsi ulteriormente per la presenza di disturbi del comportamento e della condotta sociale correlati a quadri neuro-psicogeriatrici quali: demenza, stati maniacali, disturbi della personalità, schizofrenia, sindromi psico-organiche.

Da un punto di vista operativo, la diretta conseguenza di questa complessità clinica è la necessità per l’equipe assistenziale di disporre di conoscenze approfondite ed aggiornate, viste anche le frequenti implicazioni deontologiche, bioetiche e medico-legali spesso correlate a queste problematiche.

La struttura del Manuale: per capire subito cosa fare e cosa non fare

In tal senso il Manuale tenta, attraverso una formulazione chiara e quanto più concisa possibile, di fornire raccomandazioni precise sulle cose da fare ma anche su quelle da non fare, ricorrendo spesso all’impiego di quadri sinottici e tabelle esplicative o riassuntive.

Il ricorso a parole chiave disposte su una colonna a destra del testo principale, aiuta il lettore a comprendere come lo stesso si sviluppa e consente una ricerca rapida e mirata di specifici aspetti, oggetto di interesse.

Ogni capitolo ha una strutturazione di massima similare; dopo una premessa di tipo teorico che affronta e approfondisce l’argomento sulla base degli studi scientifici più aggiornati, si passa ad una parte prettamente operativa che, tenendo conto del contesto entro cui ci si muove, descrive le strategie ritenute più efficaci per la presa in carico e gestione del problema in trattazione.

Tale strutturazione tenta, quindi, di superare le tradizionali linee guida trasformandole in veri e propri “percorsi assistenziali”.

Si tratta di procedure che, a partire dalle linee guida stesse, specificano gli scopi e gli obiettivi da raggiungere con tali raccomandazioni, i professionisti da coinvolgere, gli interventi e gli strumenti da mettere in atto (precisandone modi e tempi di applicazione) e, non ultimo, gli indicatori da utilizzare per misurare l’efficacia degli interventi attuati.

Una ricca bibliografia chiude ogni singolo capitolo fornendo al lettore la possibilità di ulteriori approfondimenti.