Pubblichiamo il comunicato ufficiale di Uneba Trieste in merito al convegno di mercoledì 14 ottobre a Trieste sulla qualità del servizio nelle residenze per anziani.

Oltre 150 persone, fra operatori di assistenza, infermieri, medici, fisioterapisti, coordinatori dei servizi nelle case di riposo, unitamente ad autorità e rappresentanze significative, hanno partecipato al convegno di presentazione del “Manuale di buone prassi per la qualità del servizio nelle residenze per anziani” organizzato mercoledì 14 alla Stazione Marittima  di Trieste con il contributo della Fondazione CrTrieste dall’associazione provinciale di Trieste dell’Uneba, l’organismo che a livello nazionale e locale raccoglie gli enti e le istituzioni ad ispirazione cristiana che operano nel settore socio-assistenziale.

Ha coordinato i lavori, in qualità di moderatore, il direttore dell’Istituto regionale degli studi di servizio sociale, Carlo Beraldo. Presenti – fra gli altri – consiglieri regionali e comunali, il presidente dell’Itis, Elio Palmieri, ed il dott. Paolo Da Col per l’Azienda sanitaria n.1 “Triestina”.

Il Manuale di buone prassi

La stesura del Manuale è stata curata da Gabriella Bellini, geriatra e direttore sanitario di Casa Emmaus a Trieste, coadiuvata, per alcune tematiche specifiche, dal prof. Daniele Rodriguez medico legale e docente all’Università di Padova, dallo psicologo Matteo Sabini e da mons. Piergiorgio Ragazzoni, delegato vescovile alle opere di assistenza e carità della diocesi di Trieste.

I vari capitoli in cui si articola il “Manuale”, redatto quale sintesi e compendio del percorso formativo finora svolto, illustrano sia i modelli organizzativi e gestionali di riferimento sia le complesse problematiche clinico-assistenziali legate alla presa in carico della persona non autosufficiente.

“Non vi si trovano astratte linee guida – la rilevato la dott.ssa Bellini – ma uno strumento operativo per il lavoro quotidiano di tutta l’équipe assistenziale, con lo stesso metodo e lo stesso approccio a prescindere dalle gerarchie. Le indicazioni del Manuale hanno ovviamente tenuto conto del contesto delle strutture, e dei valori cui si ispirano le istituzioni dell’Uneba. Primo fra tutti la centralità della persona”.

Sul tema dei valori ha proposto una breve ed intensa riflessione l’arcivescovo di Trieste mons. Giampaolo Crepaldi, gradito ospite del convegno. “L’anziano non è un peso, ma una persona; le case di riposo non devono essere un parcheggio, ma un ambiente di vita. Le ‘buone prassi’ – ha detto, richiamandosi in particolare alla letteratura anglosassone in materia di ‘good practices’- non devono intendersi soltanto come tecnicamente efficienti; nel Manuale le ‘buone prassi’ si propongono di dire qualcosa di più; le pratiche sono buone se nascono da persone buone. Per questo invito gli operatori a prendersi cura e coltivare non solo l’anziano, ma anche se stessi”. Sotto questo aspetto – ha aggiunto l’arcivescovo – fondamentale risulta la formazione integrale degli operatori.

Il “Manuale” – ha sottolineato nella sua introduzione la presidente provinciale Uneba, Maria Medeot – costituisce quindi un prezioso strumento di formazione e di azione offerto dall’ Uneba a tutte le realtà ed a tutti gli operatori impegnati ai vari livelli nell’assistenza agli anziani (famiglia, assistenza domiciliare, centri diurni, residenze per anziani, volontariato) e rappresenta anche un contributo di qualità all’azione auspicabilmente collettiva ed unitaria di tutti i soggetti impegnati nel settore socio-assistenziale e socio-sanitario”.

“Questo Manuale non sia solo un testo, bensì un seme che, piantato, dia frutti”, si è augurato Carlo Grilli, assessore ai servizi sociali del Comune di Trieste. “Iniziative come queste, che si rivolgono alle persone con sofferenze prolungate, che non durano un giorno o una settimana, ma anni ed a volte una vita, – ha rilevato da parte sua l’assessore regionale alla salute e protezione sociale, Vladimir Kosic – danno contenuto per il processo di riclassificazione delle residenze per anziani che la Regione sta portando avanti”, auspicando poi che le case di riposo possano essere sempre più comunità ‘aperte’, capaci di promuovere relazioni con il mondo esterno per quanti vi sono accolti”.

Formazione a partire dal Manuale

L’anno prossimo, allo scopo di tradurre in pratica il Manuale nelle varie strutture per anziani associate all’Uneba – ha annunciato la presidente Medeot – l’Istituto Regionale degli Studi di Servizio Sociale organizzerà due percorsi formativi, uno nel settore sanitario e uno nel settore assistenziale, pluriaziendali e potenzialmente estensibili a tutto il personale degli enti”.

La formazione ha coinvolto e coinvolgerà le strutture per anziani associate all’Uneba che operano a Trieste: tre residenze protette per persone non autosufficienti (Casa San Domenico, Casa Emmaus, Casa Livia Ieralla) e cinque case-albergo per persone autosufficienti o parzialmente autonome (Domus Mariae, Opera Maria Basiliadis, Casa Famiglia Mater Dei, Casa Sacro Cuore, Casa delle Suore Scolastiche) per un totale di circa 500 posti letto sui 3 mila disponibili a Trieste. In una città in cui gli anziani over 65 anni sono il 27,3% della popolazione, contro una media del 23,1% nell’intero Friuli Venezia Giulia.

Qui l’articolo sul convegno apparso sul settimanale diocesano di Trieste Vita Nuova.