Gli enti hanno tempo fino al 31 marzo per iscrivere i propri dipendenti all’assistenza sanitaria integrativa inviando a Faremutua/Unisalute la richesta di adesione e i dati anagrafici dei propri dipendenti (oltre alle loro eventuali scelte di estendere la copertura ai famigliari).

A stabilire la proroga (dal 15 marzo inizialmente previsto a questo 31 marzo) è l’accordo firmato da Uneba, Unisalute e sindacati.

Per i dipendenti degli enti, di conseguenza, si estende fino al 31 marzo il periodo transitorio a rimborso, in cui cioè vengono rimborsate da Unisalute le spese sanitarie sostenute dal 1 gennaio 2016 in avanti (ovviamente se comprese in quelle coperte dalla sanità integrativa).

I dipendenti degli enti che hanno già completato l’iscrizione a Unisalute, invece, possono già prima del 31 marzo accedere ai “servizi in rete”, cioè prenotare la visita o la prestazione sanitaria (erogata da strutture convenzionate) tramite Unisalute e non pagare nulla. Il ticket del servizio sanitario nazionale o la parcella di strutture sanitarie convenzionate, invece, viene sempre pagato dal lavoratore e poi rimborsato da Unisalute, secondo le regole del piano sanitario Uneba.

Ecco cosa ti paga e cosa ti rimborsa il piano sanitario Uneba

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I moduli che servono agli enti per l’iscrizione all’assistenza sanitaria integrativa