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Lombardia – Pochi infermieri e tanto turnover: cosa possono fare le Rsa per rimediare?

Come già annunciato, venerdì 9 ottobre presso la sede del socio Uneba Lombar dia Fondazione Sacra Famiglia a Cesano Boscone (Mi) si tiene il seminario “La professione infermieristica nelle Rsa lombarde: problemi, risorse e prospettive”, in cui verrà presentata la ricerca su questo tema svolta dall’Istituto per la Ricerca Sociale.

Qui il programma definitivo dell’evento.

Grazie alla collaborazione di Federica Picozzi dell’Irs pubblichiamo qui un riassunto di alcuni degli spunti forniti dalla ricerca.Alcuni estratti dal riassunto qui di seguito.

I numeri del problema

Le Rsa della Lombardia hanno 7.637 infermieri impegnati nell’assistenza: sono il 17,4% del personale dedicato all’assistenza. La media è di 196 minuti a settimana per ospite di ogni infermiere.

Le Rsa della Lombardia soffrono di carenza di infermieri e di loro elevato turnover. Faticava a trovare infermieri il 67% delle imprese attive in questo settore coinvolte in un’indagine Unioncamere del 2007.

L’Università non rimedia

I posti assegnati per corsi di laurea in Infermieristica, malgrado siano in crescita, riescono solo marginalmente a coprire i fabbisogni di infermieri stimati.

E’ nel nord del paese che si registrano sia il maggior numero di posti richiesti dall’Ordine degli infermieri che il maggior numero di posti disponibili nelle università.

Stranieri

Nel 2005 era straniero il 2,5% degli infermieri impiegati presso il sistema sanitario nazionale in tutta Italia.

Soluzioni?

Come possibili direzioni verso cui andare per contenere la carenza e il turn-over degli infermieri, la relazione sottolinea che sicuramente l’azione delle Rsa si può concentrare su una maggiore cura nella gestione del personale interno, attenzione al ruolo di coordinamento, al lavoro d’équipe e un’attenzione formativa per l’accompagnamento alla fine vita e per la cronicità.

2 Commenti presenti

  1. In data 30 settembre 2009 alle 14:57 antonella ascia ha scritto:

    Per ovviare alla carenza di infermieri professionali basterebbe creare delle figure professionali altermative con specializzazione di un anno dopo il diploma di maturità tipo : ” semplici infermieri geriatrici” specializzazione che possa consentire di lavorare solo con anziani per esempio solo nelle strutture esterne e non in ospedale ,dove impari a fare elementari operazioni tipo: misurazione della P.A., misurazione valori glicemici, somministrazione terapia, iniezioni, cambi cateteri, terapia endovenosa., medicazioni. Azioni che nelle strutture sono sempre le stesse! Cordialità

  2. In data 30 settembre 2009 alle 15:59 bisagno ha scritto:

    @ascia. Grazie per il contributo. E’ aperto a tutti il dibattito sul tema attraverso i commenti di questo post!
    (redazione http://www.uneba.org)

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