17997 posti a bando per il primo anno del corso di laurea in infermieristica nell’anno accademico 2022/23: questa, almeno, è l’assegnazione provvisoria stabilita dal decreto 1113 del 1 luglio 2022 del Ministro dell’Università Cristina Messa in attesa dell’adozione dell’accordo Stato-Regioni sul fabbisogno delle professioni. Questo accordo, nella sua attuale bozza, prevederebbe ben 24352 posti.

Il decreto Messa riporta in dettaglio i posti in ciascuna delle sedi del corso di laurea in tutta Italia. Per fare due esempi: i posti in Veneto aumenterebbero da 1519  nel 2021/22  a 1664 nel 2022/23 , in Lombardia aumenterebbero da 2018 a 2231.

Se il dato dei 17997 posti a bando fosse confermato, rappresenterebbe un aumento del 3,5% rispetto ai 17394 posti a disposizione nell’anno accademico precedente.

Uneba nazionale ha ripetutamente chiesto un netto aumento dei posti nei corsi di laurea per infermieri.

L’aumento previsto dal decreto, se sarà confermato, non è sufficiente a coprire il grande fabbisogno di infermieri, in particolare nelle strutture sanitarie. E oltretutto la riforma dell’assistenza territoriale porterà ad un ulteriore netto aumento della domanda di infermieri.

Come ha evidenziato al convegno Uneba Veneto  il professor Angelo Mastrillo, il numero dei laureati in infermieristica è in costante calo dal 2013 a oggi; inoltre, nel 2020 e nel 2021 i laureati in infermieristica sono stati meno dei laureati in medicina.

(Malgrado tanto negli ospedali quanto nelle Rsa, per fare due esempi,  ci siano molti più posti per infermieri che per medici)

Circa il 75% di chi si iscrive al corso di laurea in infermieristica lo porta a termine: ma nel 2020 solo il 67% degli immatricolati 3 anni prima si è laureato.