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Uneba Veneto – Infortuni nella movimentazione dei pazienti quasi dimezzati grazie al metodo Mapo

(di seguito il comunicato stampa ufficiale dell’evento di Uneba Veneto che avevamo presentato qui)

Meno infortuni sul lavoro, più formazione, più sicurezza per gli operatori che si occupano della movimentazione dei pazienti.

Sono i traguardi raggiunti nelle residenze sanitarie assistenziali gestite, in tutto il Veneto, dalla Fondazione Opera Immacolata Concezione di Padova attraverso l’applicazione del metodo Mapo, elaborato presso l’Irccs del Policlinico di Milano ed adottato dall’Inail. I risultati della sperimentazione del Mapo sono stati presentati stamattina nel convegno “Il Mapo. nelle Rsa – evoluzione, percorsi, applicazione” svoltosi presso la Civitas Vitae di Fondazione Oic, nel quartiere padovano di Mandria. Quasi duecento i partecipanti al convegno organizzato da Oic e Uneba Veneto: operatori del settore, direttori di strutture, enti anche non soci Uneba, provenienti da Veneto, Lombardia, Emilia Romagna.

Per movimentazione dei pazienti si intendono tutti quei semplici ma fondamentali spostamenti quotidiani per i pazienti ormai non autosufficienti: trasportarli dal letto, sulla carrozzina, al tavolo, al bagno… Un servizio fondamentale, ma anche una situazione di rischio di infortuni.

Il metodo Mapo serve a misurare questo rischio: tiene conto della formazione del personale, delle attrezzature presenti nella struttura, dell’organizzazione del lavoro. L’indice Mapo varia quindi, a mo’ di semaforo, da verde (rischio minimo) a giallo (rischio medio) a rosso (rischio elevato)

“Grazie all’applicazione del Mapo e alla scheda di mobilità, uno strumento Oic che indica con precisione quale movimentazione utilizzare con ciascun paziente, abbiamo verificato una netta diminuzione di infortuni da sovraccarico biomeccanico”, spiega Chiara Rigoni, responsabile del servizio di prevenzione e protezione di Oic.

Parlano i numeri: infortuni calati dal 30 al 50% in 5 anni, in un campione di circa 1000 operatori che lavorano al servizio di 1600 pazienti Oic.

“La nostra sperimentazione ha rappresentato uno sforzo non indifferente: ne presentiamo i risultati perché possa essere utile a tutti”, ha spiegato il direttore generale della Fondazione Oic Ernesto Burattin.

“Con oggi inizia un percorso per estendere la sperimentazione del Mapo al maggior numero possibile di Rsa del Veneto, a partire da quelle socie Uneba”, precisa Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto.

Natale Battevi, della fondazione Irccs del Policlinico di Milano, ha chiuso rilanciando verso il futuro. Ha presentato un percorso di formazione Mapo incentrato anzitutto sulla rilevazione sia del rischio collegato alla movimentazione che del danno, cioè gli infortuni. Un percorso da realizzare entro fine 2009 e che prevede tutoraggio e poi raccolta e diffusione dei dati per verificare cosa e come è servito a ridurre i rischi e gli infortuni. Il tutto nell’ottica di implementare un sistema di formazione permanente per rendere il Mapo uno strumento fondamentale per garantire nelle strutture “un servizio nel rispetto della dignità della persona, sia l’ospite che l’operatore addetto all’assistenza”, chiosa Battevi.

La proposta viene rivolta a tutte le Rsa interessate.

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