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Più collaborazione tra le associazioni di categoria, più chiarezza dalla Regione Lombardia verso gli enti

Di “Cronicità e assistenza – Scenari e modelli sostenibili” si è parlato venerdì 12 maggio  al convegno organizzato a Milano da Ansdipp in collaborazione con Uneba. Un tema di pressante attualità visto che solo pochi giorni prima la giunta della Regione Lombardia aveva approvato la dgr x/6551 sulle modalità di presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili, che definisce il ruolo del gestore nella presa in carico di pazienti cronici o fragili.

 

WhatsApp Image 2017-05-12 at 11.44.58Nel suo saluto iniziale ai partecipanti al convegno, il presidente di Uneba nazionale Franco Massi ha rimarcato l’importanza che in tempi così difficili le associazioni del settore siano unite per fare fronte comune verso le istituzioni.
Le istituzioni stesse, a partire dalle Regioni, hanno bisogno di un’interlocuzione certa,  ha sottolineato Massi. E se le proposte che presentiamo sono proposte unitarie di tutto il settore, sicuramente hanno più forza.
Quello che le strutture chiedono sono certezze per il futuro, almeno a medio termine, perché  innovazioni, come ad esempio le recenti delibere della Regione Lombardia sulla cronicità, richiedono agli enti programmazione ed investimenti su organizzazione e personale.
Nella foto, il presidente Uneba con i presidenti di Anaste Alberto De Santis e di Ansdipp Sergio Sgubin: il convegno è stato anche l’occasione per rinsaldare la collaborazione tra le associazioni.

 

Alla tavola rotonda che è seguita agli interventi dei relatori (tra cui anche il presidente di Uneba Lombardia Luca Degani), ha partecipato anche Francesco Maria Chiodaroli, presidente della commissione disabili di Uneba Lombardia (ecco tutte le commissioni di Uneba Lombardia)
Chiodaroli, richiamando la definizione di salute voluta dall’OMS,  ha sottolineato come sia sempre essenziale legare la gestione delle patologie croniche, alla definizione di un progetto che garantisca qualità di vita alle persone, ed ha rivendicato l’esperienza degli enti gestori del socio sanitario, nel comtemplare una presa in carico di questo genere. Ha  auspicato un maggiore ascolto ed una maggiore considerazione da parte del legislatore regionale, che, se da una parte richiama l’umanizzazione delle cure, dall’altra sembra sempre più uniformare standard e risposte sulla sanità di tipo ospedaliero.

 

A proposito della dgr. 6551 Chiodaroli ha espresso la necessità di attendere interventi attuativi chiarificatori, in particolare su quanto previsto dal paragrafo 2.3 La presa in carico nell’ambito della fragilità’ che cita espressamente tipologie di utenza tipiche delle unità di offerta del socio-sanitario (minori con autismo, persone con demenza…). A questo proposito ha ribadito la necessità di coordinare i movimenti associativi per non essere esclusi  da un processo di confronto effettivo con gli estensori della riforma.

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