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Contratti a tempo determinato: circolare del Ministero del lavoro sull’applicazione del Jobs Act

Con la circolare 18 del 30 luglio 2014 il Ministero del lavoro fornisce alcune indicazioni sull’applicazione delle norme su tempo determinato, somministrazione e apprendistato introdotte dal decreto legge 34/2014 poi convertito in legge 78/2014, cioè il Jobs Act.

I chiarimenti riguardano, in particolare:

  • opportunità di continuare ad indicare la causale dell’assunzione quando si tratta di contratti a tempo determinato
  • limite quantitativo ai contratti a tempo determinato (e relative sanzioni per chi supera il limite)
  • disciplina della proroga
  • diritti di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato
Avevamo in precedenza evidenziato cosa cambia per gli enti che applicano il ccnl Uneba con il Jobs Act, in particolare per i contratti a termine e di apprendistato.

2 Commenti presenti

  1. In data 6 novembre 2017 alle 14:15 Fabbrici Consuelo ha scritto:

    Buongiorno, lavoro in una struttura privata (onlus) come addetta alle pulizie con contratto uneba. Ora mi è stato rinnovato il contratto fino al 31 gennaio 2018. Mi è stato detto che non potranno più farmi contratti a tempo determinato perché ho raggiunto i tre anni consecutivi. Quanto tempo deve trascorrere prima che mi possano fare un altro contratto? Visto che sono la prima in graduatoria me per il momento non si può parlare di assunzioni?

  2. In data 20 dicembre 2017 alle 23:47 bisagno ha scritto:

    @consuelo
    Le trasmetto la risposta della segreteria Uneba.

    Se si tratta del CCNL Uneba, il massimo non è 36 mesi, bensì 42.
    Quindi possono tenerla fino a luglio 2018.
    E comunque non dimentichiamo una cosa fondamentale: questi massimali di durata SONO STATI INTRODOTTI DALLA LEGGE PER FAVORIRE IL LAVORATORE, NON IL DATORE DI LAVORO. ESSI SONO STATI INTRODOTTI PER EVITARE CHE SI PROTRAGGA NEL TEMPO UNO STATO DI PRECARIETA’ , pertanto si è deciso che dopo 3 anni (42 mesi nel nostro caso) per far cessare questo stato di precarietà.. è meglio che il lavoratore torni ad essere disoccupato.

    Cordiali saluti,
    redazione http://www.uneba.org

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