Cinque proposte operative per il progetto di riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Le ha formulate il Patto per un nuovo welfare, cui hanno aderito 37 realtà della società civile tra cui Uneba. Queste proposte sono state presentate pubblicamente nella conferenza stampa di martedì 20 luglio con la partecipazione dei ministri del lavoro Andrea Orlando e della sanità Roberto Speranza.

Ecco le proposte in sintesi.

  1. Realizzare un ridisegno sostanziale dell’insieme degli interventi afferenti all’assistenza agli anziani non autosufficienti: considerare congiuntamente l’insieme degli interventi compresi nell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Dunque, la filiera sanitaria e quella sociale, i contributi economici e i servizi alla persona, le risposte nel territorio e quelle nelle strutture, così come gli interventi dedicati alle assistenti familiari.

2.Superare la frammentazione che oggi contraddistingue il sistema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti. Si tratta di ricondurre a un quadro unitario la molteplicità di risposte previste (siano esse contributi economici o servizi), fornite da attori sovente non coordinati tra loro

3.Nel definire ogni aspetto della riforma, compiere sempre un’operazione iniziale: prendere in considerazione le specifiche condizioni degli anziani non autosufficienti, e la loro eterogeneità.

  • Seguire il paradigma proprio dell’assistenza agli anziani: care multidimensionale. Cioè risposte progettate a partire da uno sguardo complessivo sulla condizione dell’anziano, sui suoi molteplici fattori di fragilità, sul contesto di vita e le relazioni.
  • Inoltre, diversificare opportunamente le risposte in base all’eterogeneità dei profili degli anziani non autosufficienti, legata innanzitutto alle diverse condizioni di disabilità, fisica (motoria) e/o mentale (cognitiva)

4.Incrementare i finanziamenti pubblici dedicati alla non autosufficienza, in particolare ai servizi (domiciliari, intermedi e residenziali). Seguendo una semplice regola: ogni Euro stanziato in più deve essere finalizzato a innovare le risposte.

  • Gli attuali stanziamenti pubblici per i servizi risultano nettamente inadeguati a rispondere alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie.

5. Avviare il cantiere della riforma: elaborazione del testo + predisposizione degli interventi transitori, da considerare sempre congiuntamente. Disegnare, quindi, gli interventi transitori sulla domiciliarità come il primo passo del complessivo percorso di cambiamento.

Comunicato stampa del Patto per un nuovo welfare

Le richieste del Patto – “Riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti: cinque impegni per partire con il piede giusto”