Comunicato stampa Aris Agespi Anaste Ansdipp Uneba

OBBLIGO VACCINALE DEL PERSONALE DELLE CASE DI RIPOSO: SOLO REGIONE E AZIENDE SANITARIE POSSONO VERIFICARE IL RISPETTO DEL DECRETO 44

Le associazioni di categoria Aris Agespi Anaste Ansdipp Uneba: noi rispettiamo le leggi e facciamo tutto per garantire la qualità dei servizi

*Non sono le case di riposo, le Rsa o le altre strutture per anziani ad avere il compito di verificare se i propri dipendenti con obbligo vaccinale sono vaccinati. Anzi: neppure devono farlo, come ribadito dal Garante Privacy.

Spetta alle Regioni (o province autonome) verificare chi è vaccinato, e segnalare alla Azienda Sanitaria competente i nomi di chi non è vaccinato.
Sarà l’Azienda Sanitaria, alle condizioni indicate dal decreto, a trasmettere poi al datore il lavoro i nominativi dei non vaccinati.

In tutto questo processo, il compito delle strutture per anziani è solo trasmettere, nei tempi previsti, i nominativi dei propri dipendenti che hanno l’obbligo di vaccinarsi.

Questo è quanto prevede il decreto legge 44/2021 riguardo all’obbligo vaccinale.
E solo questo ci tengono a ribadire Agespi, Anaste, Aris, Ansdipp e Uneba, voci delle strutture che assistono anziani non autosufficienti o altre persone fragili, in un intervento interassociativo congiunto.

Lo fanno a seguito dei controlli dei Nas nelle strutture per anziani degli scorsi giorni. In queste occasioni presunte irregolarità, secondo quanto riportano i media, sono state contestate a gestori e dirigenti delle strutture stesse in merito al personale non ancora vaccinato.
Ma come attribuire responsabilità alle strutture, se non è compito loro far rispettare l’obbligo vaccinale, né verificare chi si è vaccinato e chi no?

Noi la nostra parte la facciamo, ribadiscono le 5 associazioni di categoria.

Ancora una volta si ribadisce che le Strutture si sono adeguate ad ogni tipo di normativa e stanno facendo l’impossibile per garantire la qualità dei servizi, nonostante le problematiche in atto e le incertezze da parte delle istituzioni sanitarie”, dicono i presidenti Mariuccia Rossini (Agespi), Sebastiano Capurso (Anaste), Sergio Sgubin (Ansdipp), Virginio Bebber (Aris) e Franco Massi (Uneba).

Le 5 associazioni hanno inviato per conoscenza il proprio intervento anche al presidente del consiglio Mario Draghi, al ministro della salute Roberto Speranza, alla ministra dell’interno Luciana Lamorgese, al ministro del lavoro Andrea Orlando.