In occasione del convegno “La problematica suicidaria nell’età contemporanea: interrogativi etici sul significato della vita e sulla prevenzione del suicidio e del tentativo di suicidio in adolescenza e in specifiche condizioni esistenziali”, organizzato sabato 27 novembre dall’associato Uneba Veneto Fondazione Bernardi con il suo centro studi mons. Costa, oltre al presidente onorario dell’Associazione italiana per lo studio e la prevenzione del suicidio Luigi Pavan che avevamo intervistato qui, è intervenuto anche Paolo Michielin, direttore del distretto socio sanitario 4 della Ulss 9 del Veneto, che ha trattato “Epidemiologia, cause e prevenzione del suicidio in adolescenza”.

Qui sotto le slide di Michielin.

Con esse, ad esempio, ha voluto smentire alcuni miti sul suicidio degli adolescenti. Ad esempio: non è vero che per un adolescente parlare di suicidio spinge al suicidio. Non è vero neppure che un ragazzo che coltiva desiderio di morte non ne vuole parlare e non ammette di avere bisogno di aiuto. Non è vero che il suicidio in adolescenza riguarda soprattutto le fasce socio economiche più deboli. Non è vero neanche che la maggior parte degli adolescenti che si toglie la vita ha problemi mentali.

Michelin ha evidenziato alcuni segnali che possono preludere a suicidio. Da certe frasi come “presto questo schifo finirà” o “vorrei addormentarmi e non svegliarmi più”, a scelte come quella di regalare ad altri oggetti per sé significativi, a comportamenti come netti aumenti o cali del sonno o dell’appetito, tendenza alla solitudine, aumento del consumo di alcool o di tabacco, disinteresse a formulare piani per il futuro.

Nella sua esposizione poi ha fornito alcuni dati sul suicidio.

Ogni anno nel mondo un milione di persone si toglie la vita. I due picchi di suicidi si verificano tra i 15 e i 25 anni e dopo i 65. Ci sono 16 suicidi ogni 100 mila abitanti. In Italia sono 6 suicidi ogni 100 mila abitanti. Gli uomini sono molto più numerosi delle donne, al centro nord si verifica il doppio dei suicidi che al sud.

Il suicidio è la terza causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 24 anni dopo gli incidenti stradali e i tumori. Tra gli uomini con meno di 25 anni il tasso di suicidio è triplicato dal 1952 al 1995.

E addirittura: per ogni suicidio completato si stimano 100 tentativi di suicidi.