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Perché gli adolescenti si suicidano? Come provare a prevenire i suicidi?

“La problematica suicidaria nell’età contemporanea: interrogativi etici sul significato della vita e sulla prevenzione del suicidio e del tentativo di suicidio in adolescenza e in specifiche condizioni esistenziali” è il titolo del convegno, a partecipazione libera, organizzato per sabato 27 novembre dal Centro studi mons. Franco Costa, legato all’associato Uneba Veneto Fondazione Bernardi. Si svolgerà presso la sede della Fondazione in via Einaudi 162 a Conegliano, qui. Dopo gli interventi iniziali del presidente della Fondazione Bernardi Mario Secolo e della direttrice dei servizi sociali della Ulss 7 Marisa Durante, ci sarà la lectio magistralis di Luigi Pavan, già professore ordinario di psichiatria all’Università di Padova, fondatore nonché presidente onorario dell’Associazione italiana per lo studio e la prevenzione del suicidio. Tema: “E’ possibile ed è etica una prevenzione al suicidio?”. A seguire Paolo Michielin, direttore del distretto socio sanitario 4 della Ulss 9, tratterà “Epidemiologia, cause e prevenzione del suicidio in adolescenza”, mentre don Roberto Camillotti, parroco di Sant’Andrea e Serravalle a Vittorio Veneto, guiderà il successivo dibattito.

Qui e qui il programma completo del convegno.

Per informazioni: 0438 455200, fondazionebernardi@libero.it

***

Aiutare a cogliere i segnali che possono preannunciare un suicidio, e quindi evitarlo, e riuscire a comprendere, almeno in parte, le ragioni di un gesto estremo che è sempre comportamento complesso ed enigmatico: questi gli obbiettivi che il convegno del centro studi mons. Costa si pone. Insomma uno sguardo attento, e con gli strumenti della scienza.

Perché invece spesso, dice Luigi Pavan, “C’è la tendenza a parlare molto dei suicidi ma poi, quando succedono, a lasciare tutto com’è e dare spiegazioni semplicistiche del gesto. Del tipo: la morosa lo ha lasciato. Papà non gli ha comprato la moto che desiderava. Gli affari vanno male. E’ malato”.

Quanto sono diffusi i suicidi?

“Nel mondo occidentale si registrano ogni anno 12 suicidi ogni 100 mila abitanti. Ma la situazione è molto eterogenea. In Giappone sono addirittura 40. In Europa il massimo non è più come in passato nei paesi del Nord, ma in quelli dell’Est, dove si arriva a 27, 30 suicidi ogni 100 mila abitanti. In Italia i valori sono più bassi, in particolare al Sud. Ma ci sono zone in Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia in cui la situazione è diversa”.

Riprendendo il titolo della sua relazione: è davvero possibile, è etica una prevenzione?

“Il suicidio è sempre un comportamento difficile da capire. I fattori sono molti, e tra questi sempre una sofferenza psichica, la sensazione che non ci sia altro da fare se non togliersi la vita.

C’è chi dice che comprendere le cause di un suicidio è troppo complicato, o che bisogna lasciare ciascuno libero di fare quel che vuole, dato che il suicidio è anche espressione di libertà assoluta. Ma spesso il suicidio non è una scelta, bensì l’espressione di un dolore. Allora vale la pena di un impegno etico, da più punti di vista. Anche se non possiamo pensare di riuscire ad abolire il suicidio”.

Che cosa caratterizza in particolare il problema dei suicidi tra gli adolescenti?

“Negli adolescenti si registra un maggior numero di tentativi di suicidio (rispetto alle altre fasce di età). In loro è più evidente l’ambivalenza: vogliono morire, ma anche vogliono vivere.

Spesso si sottovalutano i suicidi non riusciti, si pensa che in realtà la persona non aveva davvero voglia di morire. Ma la ricerca mostra che tutti i tentativi sono importanti e vanno considerati. Chi ha già tentato di suicidarsi è a maggiore rischio di suicidio”.

Al di là dell’attenzione e dell’ascolto, c’è qualche strategia particolare, qualche comportamento che può aiutare la prevenzione?

“Ai medici spetta riconoscere quando la sofferenza del paziente diventa per lui insopportabile, e prevedere interventi che possono essere diversi secondo i casi. Per un adolescente può essere sufficiente la psicoterapia, per una persona gravemente depressa serviranno magari sia farmaci che psicoterapia, in altri casi un intervento sull’ambiente, o sulla famiglia…”

3 Comments

  1. l’amore per la vita e la speranza di un futuro migliore sono concetti da trasmettere agli adolescenti quotidianamente. investire su questi argomenti, con comportamenti coerenti da parte degli adulti, può aiutare, secondo il mio parere, la prevenzione.

  2. Per aiutare i giovani e non solo c’è l’associazionismo: entrare a far parte di qualcosa in relazione con gli altri io credo che è l’unico grande antidoto, il problema della società moderna è l’isolamento sempre più forte anche nei giovani che terminato il periodo scolastico e senza lavoro a volte si trovano da soli davanti al pc e si nutrono di finti amici, si inventano personalità diverse ..si perdono nel finto pieno e nel tanto vuoto

  3. Siamo entrati tutti nel “caos”: mancanza di valori, quindi di priorità nella vita. L’uomo è trattato come oggetto e non più come soggetto, portatore di dignità e rispetto. Il “dio denaro” prevale su tutto. Noi, come genitori siamo responsabili di questo e, come dice il vangelo, sono i figli a pagare i torti dei genitori. Lo so, non piace neanche dirlo, ma è la verità. Ed è partendo da questa che può iniziare un rinnovamento, una nuova nascita. Quindi diamoci da fare, ogniuno di noi. I figli sono il nostro futuro, il nostro bene. AMIAMOLI con cuore sincero facendo il loro bene, che non è nè potere, nè denaro, ma sviluppo di doni interiori. Osserviamo di più l’insegnamento dato da S. Giovanni Bosco.
    Auguri a tutti. FRANCA


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