Giovedì 25 giugno Fratel Domenico Carena è tornato nella casa del Signore. Era molto anziano, da anni quasi cieco, eppure continuava a lavorare nella casa del Cottolengo a Feletto accanto alle persone assistite, tutte con gravi problemi psichici e mentali, ma tutte da lui coinvolte in una qualche attività che le facesse sentire vive e utili.

Era stato per anni superiore generale del grande Cottolengo di Torino, ma per noi dell’Uneba era stato l’animatore delle associazioni provinciali piemontesi, il responsabile della federazione del Piemonte e, soprattutto, a lungo nostro vice presidente nazionale: un ruolo vissuto con grande impegno e continuità, teso a una sintesi tra ispirazione cristiana nell’azione di prossimità alla persona in difficoltà e motivazioni altrimenti religiosamente ispirate o, al limite, agnostiche; ma con grande attenzione al piano tecnico e professionale e assoluta priorità alla qualità del rapporto umano.

Anche in questo è stato uno dei costruttori, nel tempo, della filosofia e del modo di essere dell’Uneba come organismo di rappresentanza e tutela degli enti ed istituti operanti nel settore dei servizi alla persona, certamente, ma nella prospettiva di concorrere, attraverso l’azione degli associati, al miglioramento morale, materiale e sociale della condizione delle persone e delle famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà. Fratel Domenico, con il suo sorriso e con il suo semplice modo di vivere ne era la sintesi perfetta.

Maurizio Giordano, presidente nazionale Uneba