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Verso il convegno Uneba Veneto, i nostri valori – Legame col territorio, per mettere l’anziano al centro della comunita’

Il legame forte con il territorio è uno dei valori fondanti di Uneba Veneto. I nostri enti sono figli del proprio territorio: non solo perché danno risposta ai bisogni di cura delle persone fragili del paese e della città, ma anche perchè attraverso il volontariato, le collaborazioni il reciproco sostegno creano una rete di rapporti sul territorio. E di quel territorio sono anche una risorsa economica. In qualche caso sono anche il primo o secondo datore di lavoro del paese, in tutti i casi alimentano un’economia che restituisce al territorio – in termini di servizi, di posti di lavoro, di rapporti con i fornitori- tutte le risorse che riceve.

Ecco perché è “Famiglie e territori – Scelte e valori del Veneto che assiste i più fragili” il tema del grande convegno che Uneba Veneto organizza venerdì 25 maggio alle 15 a Padova, a partecipazione libera.

Qui tutti gli approfondimenti sul convegno di Padova e le riflessioni sui valori di Uneba Veneto

Per raccontare il legame con il territorio, prendiamo a paradigma la vicenda di un ente associato Uneba Veneto: la Casa Kolbe di Pedavena in provincia di Belluno, che nel tempo ha cambiato fisionomia e ampliato i suoi servizi, ma resta luogo in cui si coltivano relazioni e l’anziano è al centro di una comunità intergenerazionale che si prende cura di lui.

CASA PADRE KOLBE: LE NOSTRE RADICI E IL NOSTRO CAMMINO
L’Ordine dei Frati Minori Conventuali nell’anno 1957 acquistò da un cittadino pedavenese il terreno adatto a costruire il seminario dei Fratini di Sant’Antonio per le classi IV e V ginnasio. L’inaugurazione ufficiale dell’opera avvenne il 06 aprile 1961 e rimase luogo di studio fino al 1982. In quegli anni i frati e i seminaristi presenti ebbero modo di farsi conoscere ed apprezzare dalla comunità pedavenese sia per la fattiva presenza all’interno delle parrocchie, sia per la disponibilità ad accogliere i cittadini nella Chiesa della struttura per le funzioni religiose e un supporto spirituale.

Ecco perché quando, a seguito della diminuzione delle vocazioni venne presa la decisione di chiudere l’Istituto,i frati pensarono di mantenere viva la struttura destinandola ad un’opera che potesse essere espressione di una realtà assistenziale, coerente con i fini istituzionali dell’ordine religioso.
I lavori di ristrutturazione iniziarono nell’anno 1987 e domenica 1 ottobre 1989 venne inaugurata la casa di riposo intitolata a “Padre Massimiliano Kolbe”; il primo ospite anziano venne accolto il 09 novembre 1989.
I religiosi si sono assunti la cura spirituale degli ospiti e anziani di Casa Kolbe.

 

Noi e Pedavena: i volontari, la parrocchia, i servizi al territorio

All’interno della struttura sono presenti quotidianamente i volontari dell’omonima Associazione di volontariato: la loro presenza è molto gradita agli anziani, rappresenta un prezioso valore aggiunto all’opera dal nostro personale ed è testimonianza di valori profondi quale solidarietà, generosità, impegno e gratuità.

Sono numerosi i volontari, anche già dipendenti della struttura e i familiari che, negli orari serali, tornano a Casa Kolbe per altre attività, dal coro, al ballo, a realizzare lavoretti per il mercatino.

Nei vari periodi dell’anno, vengono attivate iniziative con i giovani della parrocchia, i bambini delle scuole di infanzia, i cresimandi e i bambini che frequentano il grest.

Dal 2013 sono stati attivati inoltre anche servizi per il territorio quali preparazione di pasti per anziani con particolari patologie, servizio di lavanderia per anziani soli e servizio di fisioterapia in collaborazione con l’azienda ULSS.

La struttura diventa così luogo in cui coltivare e condividere relazioni e interessi, dove la persona anziana è al centro di una comunità intergenerazionale che si prende cura e supporta le fragilità.

Frati e sacerdoti anziani qui si sentono ancora in famiglia
Col passar del tempo i frati hanno pensato di costruire accanto al Centro per Anziani, in collaborazione con la Diocesi di Belluno il “Centro Residenziale per Religiosi”, che avendo concluso il loro lungo ministero pastorale, hanno ora bisogno di cure e assistenza particolari. Qui sia i frati che sacerdoti diocesani, vivono la loro vecchiaia sentendosi ancora “in famiglia”, seguiti e accompagnati non solo dal punto di vista medico e infermieristico, ma anche spirituale, con ritmi di vita comunitaria e di preghiera insieme.
Alcuni frati si occupanmo dei propri confratelli ammalati o anziani e inoltre dona il proprio tempo ai numerosi ospiti di Casa Kolbe, con la celebrazione giornaliera della S. Messa, del Rosario, il dialogo personale.
Importantissima è la presenza dei religiosi accanto all’anziano ospite che desidera essere ascoltato, accolto, e desidera ancora fare “comunità” con altri fratelli e sorelle di fede.

Casa Kolbe: personale dipendente, formazione, assistenza ad anziani a diverso livello di gravità

In linea con la crescente complessità delle normative e con l’evoluzione delle richieste del settore socio-sanitario, l’attività ha recepito i mutamenti sociali e si è adeguata sia dal punto di vista strutturale, sia nell’assistenza degli anziani ospitati.
Il centro servizi “Casa Padre Kolbe”, alla soglia di quasi trent’anni di attività, si presenta come un servizio specializzato e differenziato, in grado quindi di accogliere e assistere ogni tipologia di anziano, da quello autosufficiente rimasto solo che necessita di compagnia e piccolo aiuto per le sue esigenze quotidiane, alle numerose persone affette da patologie cronico-degenerative, fino agli ospiti gravi con elevato bisogno di tipo sanitario.
Casa Padre Kolbe, per far fronte alla varietà e complessità degli interventi e per verificare costantemente i risultati raggiunti, adotta un Sistema di Gestione della Qualità che consente di prevedere e controllare i processi erogati, nei settori alberghiero, assistenziale e sanitario. Nel 2010 si è certificata per la “Progettazione ed Erogazione di Servizi Socio Sanitari Residenziali alle persone anziane autosufficienti e non in regime extra ospedaliero”.
Per garantire la massima flessibilità, adeguatezza e qualità, tutti i servizi sono gestiti con proprio personale dipendente. Per questa ragione, è ormai consolidato il lavoro “per progetti” dove le attività vengono quindi pensate, programmate e verificate prima, durante e dopo l’erogazione, con l’impegno costante al miglioramento attraverso azioni preventive e correttive.
L’attività formativa, rivolta a tutte le 125 figure professionali presenti, è continua nel corso dell’anno con eventi formativi in diverse materie dalla sicurezza fino al benessere psicologico degli anziani e dei lavoratori.

Contribuiamo a creare welfare generativo

Siamo consapevoli che viviamo in una società che invecchia: i progressi raggiunti in campo medico e nella modalità di assistenza hanno consentito un allungamento delle aspettative di vita nella maggior parte dei paesi sviluppati.

Ci siamo posti importanti interrogativi su come affrontare questo cambiamento e come contribuire alla creazione di un “welfare generativo”. Dal 2015 abbiamo attivato in collaborazione con l’UOC di Medicina dello Sport e dell’Esercizio -Università di Padova- un importante progetto di attività motoria rivolto alle persone over 65 del territorio. La finalità che ci poniamo con tale progetto è prevenire il naturale decadimento fisico legato all’invecchiamento e contrastare l’insorgere di disturbi cronici attraverso il movimento. Ciò potrà consentire di rimanere attivi, di vivere la vita in maniera più positiva e di sviluppare il desiderio di “dare una mano” a persone giovani o anziane che ne abbiano il bisogno.

Roberta Bortoluz, direttrice di Casa Kolbe

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