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Veneto – Le polizze “Tutela Futuro” dell’Oic: una scelta in più per i cittadini

Il socio Uneba del Veneto Fondazione Oic ha presentato in un affollaro convegno svoltosi a Padova lo scorso 11 luglio e propone una nuova polizza assicurativa a copertura integrale per garantirsi la dignità della vita nella non autosufficienza la nuova  “Tutela Futuro”, predisposta in collaborazione con Cassa di risparmio del Veneto ed Eurizon Tutela.

La Fondazione Oic opera in Veneto e qui gestisce 9 centri residenziali in cui vivono oltre 2200 ospiti seguiti da quasi 1500 operatori. Oic ha avviato un piano di investimenti – 50 milioni di euro nel prossimo quinquennio – per incrementare del 20% la propria capacità ricettiva.

"Chi stipula questa assicurazione – spiegano dalla Fondazione Oic – sceglie da subito la residenza Oic ove essere accolto quando diventasse non autosufficiente: ha quindi la certezza di venire tempestivamente ospitato nella sede dove in precedenza aveva valutato in modo positivo l’insieme delle strutture, delle prestazioni e dell’atmosfera di serenità.

Questo tipo di accoglienza non va a discapito degli altri cittadini, per i quali resta valido il canale consueto con i tre passaggi obbligati, del riconoscimento di non autosufficienza, dell’impegnativa di residenzialità e dell’accesso ad un posto letto convenzionato in una struttura regionale.

Infatti già oggi, per agevolare le indicazioni dei cittadini, fermo restando il totale delle 23.000 quote sanitarie convenzionate pagate dalla Regione, esistono alcune migliaia di posti letto accreditati in più: la Regione ha, in altre parole, convenzionato un numero massimo di quote sanitarie che sono distribuite, per la necessaria flessibilità domanda-offerta, in un maggior numero di posti letto stabiliti come “accreditati” .

Ciò non crea alcuna distinzione tra cittadini di serie A o di serie B, in quanto tutti vengono accolti in residenze controllate dalla Regione. Semplicemente questa polizza di copertura integrale aumenta sia la libertà di scelta per le persone sia la solidarietà complessiva per la rinuncia all’assegnazione della quota regionale.

Così l’accoglienza del non autosufficiente non è più condizionata né dalla disponibilità di risorse messe in campo dalle istituzioni pubbliche, né dalla disponibilità di posti nelle strutture convenzionate, né dai tempi tecnico-burocratici per il rilascio dell’impegnativa di residenzialità. Gli sportelli della Cassa di Risparmio del Veneto consentono di trovare la migliore formula di pagamento del premio.

In questi casi, la Regione non deve più farsi carico della quota sanitaria a favore di quanti sono assicurati, avendo gli stessi rinunciato. C’è quindi un risparmio di finanza pubblica grazie al quale potranno crescere e/o qualificarsi meglio i flussi di assistenza per la popolazione anziana non autosufficiente: non vengono quindi intaccati gli interventi in materia di salute della Regione, anzi al contrario si rende possibile il più ampio dispiegamento.  Pur con focus sul Veneto, si aprono possibilità di accoglienza anche extra Regione".

Trovate qui un approfondimento sul tema a cura della Fondazione Opera Immacolata Concezione.

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