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Quando spetta la pausa pranzo?

Stimolati da alcuni quesiti giunti dai lettori di www.uneba.org , riepiloghiamo in breve le regole su pausa e pausa pranzo.

Ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 66/2003 qualora l’orario giornaliero “ecceda” le 6 ore al lavoratore deve essere riconosciuta una pausa non retribuita di 10 minuti che può essere trascorsa anche sul posto di lavoro.

Questo significa, ad esempio, che con un orario 9-15 o 8-14 non spetta alcuna pausa.

Il contratto Uneba non parla delle pause, e quindi si applica quanto previsto dalla normativa nazionale.

Decreto legislativo 66/2003, articolo 8 “Pause”

1. Qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa, le cui modalita’ e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro, ai fini del recupero delle energie psico-fisiche e della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, in difetto di disciplina collettiva che preveda un intervallo a qualsivoglia titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa, anche sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti e la cui collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche del processo lavorativo.

3. Salvo diverse disposizioni dei contratti collettivi, rimangono non retribuiti o computati come lavoro ai fini’ del superamento dei limiti di durata i periodi di cui all’articolo 5 regio decreto 10 settembre 1923, n. 1955, e successivi atti applicativi, e dell’articolo 4 del regio decreto 10 settembre 1923, n. 1956, e successive integrazioni. 

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