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Uneba Calabria – Appello al governatore Giuseppe Scopelliti

Pubblichiamo un comunicato stampa ufficiale di Uneba Calabria. Il testo è stato ripreso anche dalla stampa locale (es. qui e qui)

Il sacerdote Biagio Amato, nella qualità di Presidente della Federazione regionale Uneba Calabria, ha più volte chiesto e sollecitato l’incontro con il Presidente Scopelliti per rappresentare e confrontarsi su alcuni dati gravi e destabilizzanti che interessano tutto il settore dell’assistenza territoriale.

Sono circa 40 milioni di euro le somme vantate dalle strutture private accreditate per le Case Protette, le Rsa, i Centri di riabilitazione e le altre tipologie di strutture accreditate regionali socio-sanitarie e sociali.

Altrettante le somme che tali strutture debbono pagare alle banche e alle finanziarie per prestiti, fidi e mutui che hanno dovuto chiedere per poter garantire l’assistenza alle persone affidate dalle Asp, per poter adeguare le strutture ed i servizi ai requisiti regionali organizzativi e strutturali sugli accreditamenti imposti con il Regolamento regionale n. 13 del settembre 2009.

Ammontano a circa 2-3 milioni annui le somme per interessi passivi che le strutture pagano alle banche e a 3-4 milioni le somme che le strutture fatturano ogni anno alle Asp per gli interessi di mora. I ritardi nei pagamenti delle contabilità variano da un’Asp ad un’altra. Alcune Asp debbono pagare ancora contabilità del 2008 e 2009. Tutte non hanno pagato le contabilità del 2010. Alcune hanno sottoscritto i contratti di acquisto prestazioni per il 2009. Altre, ancora non lo hanno fatto. Nessuna ha sottoscritto i contratti per il 2010. Qualcuna che l’aveva fatto, ora si trova penalizzata perché il Consiglio regionale ha cambiato le regole del gioco a partita già iniziata.

Tutte le strutture socio-sanitarie e sociali private (che sono diverse, per la natura e l’intensità delle prestazioni ed anche per la tipologia del rapporto economico, dalle strutture private ospedaliere) sono ormai nella impossibilità reale di pagare gli stipendi, di pagare le forniture di beni e servizi. Con la reale possibilità che, nel momento in cui la Regione dovesse intervenire per sbloccare i pagamenti, nessuna struttura potrà riceverli perché morosi con l’Inps e con tutte le atre Agenzie pubbliche.

Assieme a questi problemi finanziari, le Asp, proprio in questi mesi, preannunciano tagli al tetto delle prestazioni ma, cosa davvero strana, continuano a ricoverare perché il fabbisogno è in continua crescita. Di fatto, le Asp pretendono che il costo delle risposte ai bisogni dei cittadini continui a ricadere sulle strutture accreditate. Dai dati sopra riportati si evidenzia che le risorse delle strutture private accreditate sono ormai esaurite. E che, per continuare a garantire l’assistenza alle persone fragili e non autosufficienti, o la Regione sblocca immediatamente somme necessarie e sufficienti a risollevare le sorti finanziarie delle strutture oppure dovrà decidere di dimettere le oltre 4000 persone ospiti di tali strutture e, una parte ricoverarla negli ospedali ed un’altra farla ritornare in famiglia. Alcuni, però, non hanno più famiglia.

Ciò, comunque, comporterebbe, come conseguenza obbligata, anche il licenziamento di circa 1600 operatori ed operatrici. Ma soprattutto la Regione non sarebbe nelle condizioni di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) dato che queste strutture assistenziali sono ad esclusiva gestione privata. La Regione Calabria, infatti, non ha mai voluto gestire direttamente questi servizi alle persone non autosufficienti. Anche per questa esclusività delle nostre strutture a garantire in Calabria i Lea socio-sanitari ed a contenere i costi della ospedalità, accogliendo pazienti non più in fase acuta, siamo certi che il Presidente ci ascolterà non solo per confrontarci sul futuro del settore ma, soprattutto e prima di tutto, per garantire interventi urgenti finalizzati a sbloccare almeno il 50% di quanto ogni struttura ha fatturato dal 2008 ad oggi, salvo conguaglio attivo o passivo. Così da permettere a tutte le strutture private socio-sanitarie e sociali di poter continuare l’assistenza. E, altresì, per abbattere gli ostacoli che non permettono alle Asp di stipulare i contratti 2009 e 2010.

Il tempo è ormai scaduto perché le risorse delle strutture private sono finite. Pertanto, le strutture accreditate socio-sanitarie e sociali si sono autoconvocate per il 15 luglio. Se per quella data il presidente Scopelliti non avra’ ancora incontrato le strutture e non avra’ assunto le prime e piu’ urgenti decisioni per permettere loro di garantire la continuita’ assistenziale erogando le somme richieste, le strutture saranno obbligate a diffidare le direzioni generali delle Asp a trasferire immediatamente gli utenti, ad avviare le procedure per il licenziamento collettivo dei 1600 dipendenti e a convocare le 4000 famiglie perche’ intervengano per difendere il diritto dei loro familiari ai livelli essenziali di assistenza.

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Agli enti in regola con la quota di adesione all’Uneba offriamo un servizio di assistenza gratuita sull’applicazione del contratto Uneba: è necessario inviare il proprio quesito a sail@uneba.org. Come da Regolamento Uneba, non sarà data risposta a quesiti provenienti da singoli lavoratori.

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