Nei paesi d’Europa in cui sono riconosciute anche come festività civili, le solennità dell’Ascensione e del Corpus Domini ricorrono rispettivamente giovedì 2 giugno e giovedì 23 giugno.

In Italia invece la Chiesa le celebra le domeniche successive (5 e 26 giugno) e le due ricorrenze non sono festività civili – e quindi non sono riconosciute nel contratto di lavoro.

La legge 54/1977 infatti eliminò sette feste pubbliche, cinque religiose e due civili. E cioè: Epifania (6 gennaio) – S. Giuseppe (19 marzo) – Ascensione – Corpus Domini – SS. Pietro e Paolo (29 giugno) – Festa della Repubblica (2 giugno) – Anniversario della Vittoria (4 novembre).

L’Epifania veniva reintrodotta ad opera del decreto del presidente della Repubblica 792/1985 a decorrere dall’ 1.1.86.

La festa dei SS. Pietro e Paolo veniva reintrodotta solo per il Comune di Roma con lo stesso decreto a decorrere dall’1.1.86, assorbendo il Patrono di Roma.

La Festa della Repubblica (2 Giugno) veniva reintrodotta con legge 336/2000 a decorrere dall’1.1.2001.

COMPENSAZIONI CONTRATTUALI

Il trattamento delle festività soppresse da parte del CCNL Uneba è il seguente.

L’art. 54, in conformità alla legge, reintroduce l’Epifania, la Festa della Repubblica (2 giugno) e, comunque e dovunque sia identificata e celebrata, la Festa del S.Patrono (quindi SS.Pietro e Paolo per Roma).

Delle rimanenti 5 festività soppresse, quattro sono assorbite dall’orario settimanale ai sensi del comma 10 dell’art. 50 che recita: “Le quattro festività abolite di cui alla legge 5.3.77 n. 54 ed al D.P.R. 28.1.85 n.792 sono state assorbite nel normale orario di lavoro di cui al presente articolo”. Questa norma è presente fin dal primo CCNL Uneba (1983).

Il 4 novembre è esplicitamente compensato da una delle giornate di riduzione orario (R.o.L.) previste dall’art. 50 comma 13.

Pertanto, tutte le festività abolite risultano o reintrodotte come tali ovvero comunque compensate.