In Toscana gli ultrasessantacinquenni non autosufficienti gravi sono 55.500, pari a quasi il 7% della popolazione (dati 2007).

Chi si occupa di loro, assieme alle istituzioni e alle famiglie?

Sono 110 le associazioni di volontariato che nella regione svolgono servizi per gli anziani non autosufficienti in convenzione con gli enti pubblici locali e 127 in tutto le collaborazioni.

Il 30% dei partner di queste collaborazioni è rappresentato dalle Misericordie, il 24% dall’Auser, il 18% dalle Pubbliche Assistenze

Ma solo la metà delle associazioni è coinvolta dall’ente pubblico nella fase di progettazione degli interventi.

Nel 30% dei casi le organizzazioni di volontariato (OoVv) impiegano anche personale retribuito in questi servizi ai non autosufficienti.

La gestione diretta di strutture per anziani riguarda però solo il 2% dei casi.

I dati vengono dal volume “Anziani e non autosufficienza. Ruolo e servizi del volontariato in Toscana” realizzato dal Centro di servizi per il volontariato della Toscana (Cesvot) in collaborazione con la Regione.

Il volume analizza nel dettaglio 10 casi: il Pony della solidarietà di Uisp Arezzo, l’Arcobaleno d’argento realizzato da un gruppo di associazioni di Fiesole (Misericordia, Fratellanza Popolare, Croce Azzurra), l’assistenza domiciliare leggera di Auser Pisa, il servizio per la persona affetta da demenza di Aima Versilia, il trasporto sociale per non autosufficienti della Pubblica Assistenza di Chiusi, il Centro Diurno Alzheimer di Castelnuovo Garfagnana, l’assistenza domiciliare Alzheimer dell’associazione Don Franco Baroni di Lucca, il servizio di cure domiciliari di prossimità della Misericordia di Vicopisano, il progetto “Anziano Fragile” dell’Auser Bassa Val di Cecina e il progetto “Informare comunicando” della Uildm di Pisa.

Ecco altri dati di rilievo che emergono dalla ricerca sull’attività delle organizzazioni di volontariato.