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Lombardia – Uneba scrive a Fontana: se non si riconosce l’extra budget, l’assistenza ad anziani e disabili è a rischio

Comunicato stampa Uneba Lombardia

400 ENTI DEL NON PROFIT SOCIOSANITARIO SCRIVONO A FONTANA, GALLERA E BOLOGNINI

Lombardia – La Regione non riconosce i fondi per l’assistenza ad anziani e disabili extra budget, gli enti Uneba in difficoltà vedono rischi nel 2020 per occupazione, servizi, contratti per prestazioni
MILANO – Come può la Regione dichiarare di avere aumentato, con la delibera delle Regole, le risorse del sistema sociosanitario in Lombardia se poi la stessa Regione neppure riconosce alle unità di offerta sociosanitarie l’assistenza residenziale e domiciliare che hanno svolto, rivolta ad anziani e persone con disabilità che ne avevano bisogno?
Questa la domanda rivolta al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, e agli assessori al welfare Giulio Gallera e alle politiche sociali Stefano Bolognini.

A rivolgere con preoccupazione il quesito è Uneba Lombardia, con il presidente Luca Degani e i vice presidenti Marco Petrillo ed Angelo Gipponi: intervengono a nome di 400 strutture per anziani e persone con disabilità di tutte le province lombarde, quasi tutti non profit di radici cristiane.

Sono gli enti stessi a segnalare il mancato riconoscimento della sovra produzione, cioè delle prestazioni di assistenza offerte dalle Rsa per anziani o dalla Rsd per persone disabili, compresa anche l’assistenza domiciliare e la Rsa Aperta, che vanno al di là del budget fissato annualmente dalla Regione.

Si tratta di centinaia di migliaia di euro di servizi svolti e di lavoro di professionisti. Prestazioni indispensabili, che non potevano essere certo rinviate al 2020 e ai fondi 2020. Ne va della salute e dell’assistenza alle persone fragili.

“È chiaro infatti – scrivono Degani, Petrillo e Gipponi – che una persona anziana o disabile inserita in una struttura in Lombardia non può certo essere dimessa dalla stessa per il mancato riconoscimento da parte di Regione. Così come la prestazione di ADI o di RSA aperta non viene certo negata in presenza di richiesta dell’utente e piano assistenziale attivato dal medico di medicina generale”.

Non pagare la sovra produzione significa di fatto penalizzare gli enti per avere migliorato il servizio offerto a chi è fragile.
”Avere sviluppato servizi domiciliari e territoriali – notano presidente e vice di Uneba Lombardia – ha fatto si che gli ospiti delle strutture per anziani siano persone affette da patologie sempre più gravi”.
Grazie ai servizi domiciliari, le persone restano al proprio domicilio fino a quando è possibile; entrano in struttura residenziale quando hanno elevati bisogni di assistenza, e questi implicano per l’ente maggiori spese per assistito rispetto al passato, e di conseguenza assorbono una maggiore fetta del budget dato dalla Regione.
Ci sono maggiori spese, perché per garantire l’assistenza necessaria a chi è in condizioni di grave fragilità serve impegnare più personale che in passato, e con maggiore minutaggio, anche al di sopra degli standard regionali minimi.

Ma le scelte di Regione Lombardia rischiano di mettere a rischio proprio l’assistenza quotidiana di oss, asa, infermieri e le altre professionalità attive nelle Rsa e nelle altre unità di offerta.
“A fronte del mancato riconoscimento – scrive Uneba Lombardia – che Regione Lombardia sta effettuando nei confronti della produzione 2019 tanto delle Rsa quanto di tutti gli altri servizi, gli enti Uneba Lombardia potranno garantire per il 2020 un minor numero di posti di lavoro, dovendo necessariamente limitare (i servizi di assistenza) per sostenere economicamente la continuità aziendale”.

L’altro rischio è che il mancato riconoscimento economico da parte della Regione – che cozza con quanto invece era stato promesso da varie Ats- costringa gli enti Uneba ad aumentare i costi a carico di ospiti e famiglie -”anche se è l’ultima delle scelte che si vorrebbe fare”, nota Uneba Lombardia.

Una situazione che appare ancora più paradossale se si considera che la Regione dichiara nelle Regole avanzi di gestione nell’ambito del sistema sociosanitario.

Uneba Lombardia, spiegano Degani Gipponi e Petrillo, “sta valutando se porre in essere comportamenti di contrasto verso le Regole 2020”.
Inoltre gli enti Uneba Lombardia- componente fondamentale dell’assistenza sociosanitaria in Lombardia- potrebbero decidere di non sottoscrivere contratti di budget con la Regione visto che questi contratti “determinano, per servizi che devono garantire continuità assistenziale, l’impossibilità di godere del giusto riconoscimento economico per gli enti e per i dipendenti”, e di conseguenza di garantire la qualità di vita degli ospiti e di tutte le persone assistite tanto in regime residenziale che diurno che domiciliare.

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