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Don Arice (Cottolengo) a Conte: il Governo continui il suo impegno verso i più deboli

E’partita dagli studenti della Scuola Cottolengo e dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, ente associato Uneba Piemonte la giornata a Torino del presidente del consiglio Giuseppe Conte, martedì 22 ottobre 2019.
Hanno dato il benvenuto al Presidente il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, la superiora generale delle suore madre Elda Pezzuto e il superiore dei fratelli Giuseppe Visconti.

Tra le istituzioni locali sono intervenuti il Prefetto di Torino Claudio Palomba, la Sindaca Chiara Appendino e la Vicesindaca e Assessore al Welfare Sonia Schellino.

Il Premier, accompagnato da don Arice, è entrato in chiesa dove ha sostato in preghiera davanti all’urna di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Si è poi fermato davanti alla lapide che commemora l’inizio dell’opera cottolenghina e il primo nucleo della Piccola Casa che il santo di Bra affittò nel 1832 per i poveri e gli ammalati rifiutati dalle altre strutture sanitarie della città.

Nel pomeriggio Conte ha incontrato una rappresentanza degli ospiti residenti e alcuni studenti della Scuola Cottolengo.

«Grazie Presidente», ha detto il padre generale nel suo saluto, «per aver voluto incontrare e conoscere la Piccola Casa facendo seguito ad un desiderio espresso tempo fa. In secondo luogo siamo fiduciosi in quanto vediamo da parte del Governo dei segni di attenzione verso le persone più fragili e verso il mondo della disabilità per cui auspichiamo che continui l’impegno dell’Esecutivo verso le fasce più deboli della popolazione. Alla Piccola Casa i religiosi e i volontari concorrono a fare della vita delle persone più fragili ‘un capolavoro’. Questi ospiti che Lei ha davanti sono, appunto, ‘dei capolavori’ della Divina Provvidenza. Certamente per proseguire l’opera non possiamo fare a meno del sostegno pubblico».

Padre Arice ha, infine, espresso preoccupazione «per una mentalità che si sta affermando nel nostro Paese: l’avvento di una cultura della morte non rispettosa della vita in ogni suo stadio, soprattutto quando diventa fragilissima. Crediamo, e qui lo testimoniamo ogni giorno, come ci debba essere un diritto alla vita, ragion d’essere della Piccola Casa, e non un diritto alla morte. Questa preoccupazione si trasforma in fiducia per continuare a servire la vita in ogni momento».

Leggi il comunicato stampa del Cottolengo

Le fotografie sono di Andrea Pellegrini

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