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Come sta l’Italia?

Il ministro del welfare Maurizio Sacconi ha presentato giovedì 10 dicembre la Relazione sullo stato sanitario del paese per il periodo 2007-2008, una sorta di fotografia della salute degli italiani.

  • qui la presentazione ufficiale
  • qui un’ampia sintesi della Relazione

Estraiamo e proponiamo alcuni dati che ci paiono significativi:

Nascita

L’età media della donna alla nascita del primo figlio è 30 anni. Gli aborti sono in diminuzione; una interruzione di gravidanza su tre è fatta da donne straniere. La mortalità infantile negli ultimi 15 anni è in netta diminuzione.

Vecchiaia

Nel 2009 l’indice di vecchiaia (rapporto tra chi ha più di 65 anni e chi meno di 15) è pari a 143%. Un italiano su cinque ha più di 64 anni. I minorenni sono il 17%. Invecchiano di più nord e centro Italia. La speranza di vita nel 2006 è di 78,4 anni per gli uomini e 84 per le donne.

Tra le malattie più diffuse negli ultrasessantacinquenni l’artrosi e l’artrite (56,4%) seguite dall’ipertensione arteriosa (40,5%). Nel 2006 oltre 4 milioni e 800 mila ricoveri, 37% dei totali, hanno interessato persone con più di 64 anni.

Autosufficienza

Un uomo di 65 anni ha un’aspettativa di vita (dati 2005) di 17,5 anni di cui 14,9 di piena autonomia (cioè senza disabilità); una donna di 65 anni ha un’aspettativa di vita di 21,3 anni di cui 16,2 di piena autonomia.

L’Istat stima che tra il 2004 e il 2005 le persone con disabilità, cioè non in grado di svolgere almeno una delle attività della vita quotidiana, sono circa 2 milioni e 600 mila (delle quali il 66% sono donne), pari a circa il 5% della popolazione italiana. Sono di più al sud.

Si stima che in Italia ci sia circa 1 milione di persone affette da demenza, di cui il 60% con Alzheimer.

Risorse

La spesa sanitaria pubblica riguarda oltre il 6,5 del Pil.

Nella sua introduzione alla Relazione, il nuovo ministro della salute Ferruccio Fazio conclude scrivendo che “la non autosufficienza e le malattie ad alto costo di trattamento tenderanno ad assorbire quote crescenti delle limitate risorse a disposizione, con la conseguente necessità che per continuare a garantire il complesso di prestazioni attualmente erogate con i LEA, dovremo incrementare l’efficienza e l’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse finanziarie, umane e strumentali del SSN”.

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