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Uneba Napoli – Appello a Berlusconi, Sacconi, Roccella, Mussolini

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa con l’appello del presidente Uneba Napoli Lucio Pirillo a chi organizza da mercoledì 18 a Napoli la Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, perchè si interessino anche della drammatica situazione che rischiano 3 mila bambini e ragazzi dei quartieri piu’ problematici di Napoli.

Comunicato stampa

APPELLO DI UNEBA ALLA CONFERENZA SULL’INFANZIA: “IL FUTURO DEI MINORI? RICORDATEVI DEI BAMBINI DI NAPOLI CHE RISCHIANO DI FINIRE PER STRADA PERCHE’ IL COMUNE NON PAGA LE ISTITUZIONI”

Che senso ha discutere a Napoli del futuro dei bambini all’interno della Conferenza Nazionale sull’infanzia, quando poi ai bambini di Napoli neppure si garantisce un presente, dato che il Comune non paga da 20 mesi i centri che dei bambini si prendono cura? (qui tutti gli articoli pubblicati da www.uneba.org su questo tema)

E’ questo il senso dell’appello del presidente di Uneba Napoli Lucio Pirillo. Lo rivolge alle istituzioni che organizzano a Napoli da mercoledì 18 a venerdì 20 novembre la Conferenza Nazionale sull’Infanzia: cioè il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con il ministro Maurizio Sacconi e la sottosegretaria Eugenia Roccella, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri di Silvio Berlusconi, in collaborazione con la Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza presieduta dalla napoletana Alessandra Mussolini.

Uneba, associazione di categoria di radici cattoliche, raccoglie a Napoli 60 istituti, religiosi e laici, che svolgono attività socio educative a beneficio di 3000 minori. Tutti questi non ricevono da circa 20 mesi i dovuti pagamenti da parte del Comune di Napoli delle quote spettanti.

L’Uneba – dichiara Pirillo – intende rendere consapevoli Ministro, Presidenza e Commissione della gravissima crisi economica finanziaria in cui versano i nostri istituti. Si occupano di circa tremila ragazzi e ragazze appartenenti a famiglie povere dell’area del rischio di devianza: prevalentemente figli di detenuti, tossicodipendenti o altre situazioni difficili, provenienti dai rioni napoletani come Scampia, Secondigliano, Sanità, Piscinola, San Giovanni a Teduccio, Barra Ponticelli, Quartieri Spagnoli, Forcella, Pianura, Rione Traiano”.

Le istituzioni associate Uneba svolgono in modo encomiabile l’attività
scolastica, socio-educativa, e di assistenza
fornendo pranzo e merenda, attività sportive o di laboratorio, ogni giorno dalle 8 alle 17.30. Sono convenzionate con il Comune di Napoli che però da 20 mesi, più di un anno e mezzo, non paga quanto dovuto. Per poter portare avanti l’attività a beneficio dei minori le istituzioni si sono indebitate con le banche che ora chiedono la restituzione di quanto anticipato”.

Il Comune non paga le rette e gli enti restano senza soldi: risultato, i dipendenti degli enti associati, insegnanti educatori ed assistenti, non possono essere pagati. Questa situazione porta alla inevitabile chiusura degli enti o cessazione delle attività. Con il rischio concreto che tremila ragazzi e duemila dipendenti restino sulla strada”.

Il problema (come i lettori di www.uneba.org ben sanno) è stato ripetutamente segnalato, al Comune, in particolari agli assessori al sociale Giulio Riccio o al bilancio Riccardo Realfonzo; al Comune sono state presentate ripetute richieste e sono state ascoltate promesse. Ma invano.

Di fronte a questa drammatica situazione, Pirillo si rivolge alle istituzioni impegnate con i minori che da mercoledì si ritrovano a Napoli.

Il nostro – dice il presidente Uneba Lucio Pirillo – vuole essere il grido disperato che Uneba, a nome dei propri associati, rivolge alla Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, che viene a Napoli per discutere il tema ‘Il futuro dei minori è nel presente’.

Che senso ha, chiediamo, discutere di un problema di tanta rilevanza quando poi si permette che tremila ragazzi e ragazze tornino sulla strada con tutte le insidie che essa comporta?

Questo è un problema molto grave sia per la città di Napoli che per i suoi figli meno fortunati. Basterebbe aiutare le istituzioni di assistenza anziché costringerle alla chiusura negando i fondi, per risolvere, almeno in parte, il problema dei minori a Napoli.
E invece l’amministrazione comunale tace, sorda e assente.

Quale sarà il destino di questi ragazzi se continua questa situazione? Quale sarà il destino delle istituzioni associate all’Uneba?”

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