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Riparto del Fondo non autosufficienze: 390 milioni dallo Stato alle Regioni per assistenza domiciliare, trasferimenti monetari, ricoveri di sollievo…

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2015 il decreto del Ministero delle Politiche sociali per il riparto del Fondo per le non autosufficienze, intitolato “Ripartizione delle risorse finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l’anno 2015”. Come annunciato durante la discussione della legge di stabilità 2015 , il Fondo è di 400 milioni di euro: uno stanziamento così alto non si registrava dal 2010.

Il decreto stabilisce che i 400 milioni devono essere usati per coprire i costi di rilevanza sociale dell’assistenza socio sanitaria, in aggiunta a quanto stanziato da Regioni e Comuni. Le priorità indicate sono:

  • incremento dell’assistenza domiciliare
  • trasferimenti monetari al non autosufficiente ed alla sua famiglia purchè condizionati all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliari
  • interventi complementari all’assistenza domiciliare, a partire dai ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie

Le Regioni devono utilizzare non meno del 40% di quanto ricevono per le persone con gravissima disabilità, compresi gli affetti da sclerosi laterale amiotrofica.

Il decreto impegna le Regioni, tra varie cose, a “attivare o rafforzare modalità di presa in carico della persona non autosufficiente attraverso un piano personalizzato di assistenza (…) in modo da assicurare la continuità assistenziale” e ad “implementare modalità di valutazione della non autosufficienza attraverso unità multiprofessionali UVM”.

Il decreto ministeriale riserva 10 milioni di euro per progetti sperimentali di vita indipendente per persone con disabilità. Per cui i milioni da spartire tra le Regioni sono 390, di cui circa 60 vanno alla Lombardia, 35 al Lazio, 33 circa alla Campania e alla Sicilia, poco più di 30 al Veneto, seguono le altre.

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