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Riassumo un lavoratore dopo un contratto a tempo determinato. Posso chiedergli un altro periodo di prova?

E’ possibile, a determinate condizioni, un doppio periodo di prova per due contratti differenti fatti per lo stesso lavoro allo stesso dipendente.

Lo afferma la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza 3 novembre 2014, n. 23381 (che mettiamo a disposizione nella parte riservata), richiamandosi a giurisprudenza precedente e in merito al caso di assunzione di un comandante di polizia prima con un contratto a tempo determinato e successivamente con un contratto a tempo indeterminato.

La Corte spiega che il secondo periodo di prova a fronte di un precedente rapporto di lavoro non è in assoluto illegittimo se si tratta di verificare attitudini personali non solo professionali, in rapporto al contenuto delle responsabilità assegnate al lavoratore con il nuovo contratto di lavoro.

“La causa del patto di prova – ribadisce la Cassazione – va individuata nella tutela dell’interesse comune alle due parti del rapporto di lavoro, in quanto diretto ad attuare un esperimento mediante il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono verificare la reciproca convenienza del contratto, accertando il primo le capacità del lavoratore e quest’ultimo, a sua volta, valutando l’entità della prestazione richiestagli e le condizioni di svolgimento del rapporto”.

​Attenzione però: ​si trattava del periodo di prova di un contratto a tempo indeterminato in un ruolo apicale, nel settore pubblico e conaccesso per concorso. Non certo, quindi, di una situazione standard nel mercato del lavoro.

Di doppio periodo di prova s’era discusso durante il corso di formazione sul contratto Uneba organizzato da Uneba Veneto giovedì 30 ottobre ed era stata consigliata cautela nella previsione di un secondo periodo di prova per un secondo contratto con lo stesso lavoratore.

La sentenza della Cassazione porta invece ad una apertura alla previsione di un secondo periodo di prova: non è possibile però una totale generalizzazione ed applicazione indiscriminata per chi applica il contratto Uneba, visto anche che il caso su cui è intervenuta la Cassazione  è molto differente da quelli che si presentano, in generale, negli enti Uneba.

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