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Lombardia – Uneba scrive alla Regione: serve anche un ritocco alla quota sanitaria per gli enti

All’interno del dialogo in corso tra Regione Lombardia, sindacati e rsa con strutture collegate, Uneba ha formulato alla Regione una richiesta di attenzione per le strutture, con un ritocco della quota sanitaria e lo stop a richieste di ulteriore contenimento di spesa. Per arrivare a limitare i costi all’utenza, fondamentale sarebbe un maggior impegno di risorse pubbliche.
Sono i contenuti della lettera inviata al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ed al direttore dell’assessorato regionale a sanità e welfare Walter Bergamaschi da Uneba Lombardia e altre organizzazioni di categoria del settore: Agespi, Anaste, Arlea, Federsolidarietà Lombardia Cooperative, Fondazione Don Gnocchi.
Trovate la lettera di Uneba alla Regione Lombardia sul tema Rsa nella parte riservata del sito.
Il presidente di Uneba Lombardia avv.Bassano Baroni e gli altri dirigenti degli enti evidenziano alla Regione che se la quota sanitaria riconosciuta dalla Regione è mediamente di 40 euro al giorno a persona, il costo sostenuto dagli enti per la componente sanitaria è attorno ai 60 euro al giorno per tutti gli enti: basta questo dato a spiegare perché Uneba e le altre organizzazioni manifestano “l’obiettiva esigenza di nuove migliorative determinazioni sull’entità della quota sanitaria”.
Allo stesso tempo, per la quota sociale della retta, gli utenti pagano mediamente 60 euro al giorno mentre il concorso degli enti locali è mediamente di 4 euro al giorno. Secondo le organizzazioni datoriali, serve “un’azione di promozione e di stimolo per la fedele osservanza della normativa vigente in tema di contenimento della partecipazione economica degli interessati e dei congiunti nei termini stabiliti dal dpcm 159/2013 (sull’Isee).
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La lettera evidenza anche dal 2010 il Fondo Sanitario Regionale è fermo, mentre per gli enti sono aumentate le spese e si sono aggiunti gli oneri per gli adempimenti imposti dalla Regione, rendendo sempre più difficili la gestione e la sostenibilità.
Impossibile, quindi, ipotizzare ulteriori contrazioni di costi per gli enti.
L’articolo è stato modificato dopo la sua pubblicazione

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