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Contratto Uneba Veneto: con l’Evt vantaggi per gli enti e per i lavoratori. Fondamentale la buona governance per promuovere il cambiamento

Pienone di presenze e dialogo vivace per il seminario Uneba Veneto sull’Elemento variabile territoriale, la parte della retribuzione a determinazione regionale che il contratto nazionale Uneba prevede, e che il contratto Uneba Veneto firmato il 2 novembre 2015 ha sviluppato.
Circa cento dirigenti e referenti di enti associati Uneba Veneto, enti non associati ed anche enti di altre regioni hanno partecipato al seminario “Il nuovo elemento variabile regionale: l’Evt e la sua gestione” organizzato lunedì 9 da Uneba Veneto nella hall Alba e Luigi Tono di Fondazione Opera Immacolata Concezione a Padova.
Il nuovo accordo è un accordo innovativo, frutto di un dialogo con i sindacati, che, come ha sottolineato Uneba Veneto, se ben applicato, attraverso la decontribuzione e, dal 2016, la defiscalizzazione, va a vantaggio di tutti, dall’ente al lavoratore, con benefici anche sulla persona assistita.
“E’ un accordo che richiede e dà spazio alle capacità di governo di ciascun ente”, ha sottolineato il presidente di Uneba Veneto Francesco Facci: attraverso la collaborazione, il dialogo e la reciproca condivisione di informazioni e risorse tra  associazione ed enti sarà più facile raggiungere i migliori risultati.
Il presidente ha anche ringraziato pubblicamente l’Osservatorio del lavoro di Uneba Veneto per l’impegno e il risultato nella lunga trattativa contrattuale. Il contratto nazionale Uneba firmato del 2013 ha definito la cornice, al cui interno il contratto regionale veneto ha sviluppato la propria evoluzione. L’Evt del contratto veneto è semplicemente l’applicazione concordata da Uneba Veneto e sindacati regionali dell’Ermt introdotto dal più recente contratto nazionale.
Tiziano Savoncelli, responsabile delle risorse umane della Pia Opera Ciccarelli, e componente dell’Osservatorio, ha illustrato nel dettaglio ai partecipanti al seminario quel che gli enti devono fare subito, visto che la prima liquidazione dell’Evt va nella busta paga di novembre 2015.
Vanno anche pagati gli arretrati  (mensilità, tredicesima e quattordicesima, tfr…) ai lavoratori cessati dopo il 1 gennaio 2014, inizio dell’erogazione dell’Ermt in base al contratto nazionale Uneba 2010-2012. Ai lavoratori cessati entro il 31 luglio 2015 va riconosciuto l’Ermt come stabilito dal contratto nazionale (13 euro al mese al livello 4S per chi è a tempo pieno); dal 1 agosto 2015 in poi subentra l’Evt regionale con le sue modalità di calcolo secondo il principio della conversione.
Dal 2016 l’Evt si applica per l’anno intero, e la gestione diventa più semplice.

1 Commento presente

  1. In data 21 giugno 2017 alle 11:15 Giovanni ha scritto:

    ? EVT 2016 : Quale scelta deve fare il lavoratore nel caso volesse godere esclusivamente di ore di riposo a casa, dopo turni massacranti, e di non volere alcuna forma di liquidazione ( soldi,buoni,ecc. ) ?
    Grazie

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