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Veneto – Istituito il Fondo regionale per la non autosufficienza

E’ stata approvata giovedì 26 novembre con 36 sì e 3 astensioni dal consiglio regionale del Veneto la nuova legge regionale sulla non autosufficienza.

Di quanti soldi si tratta?

“Partiamo oggi da una dotazione di 680 milioni di eurodice nel comunicato stampa ufficiale l’assessore al sociale della Regione Veneto Stefano Valdegamberi – oltre ai quali vanno considerati i 700 milioni delle indennità di accompagnamento. Si tratta di risorse che provengono dal riparto statale per i livelli essenziali di assistenza e del fondo nazionale per le politiche sociali".

Come si alimenterà il fondo?

"Nella prossima legislatura – ancora Valdegamberi – si dovrà definire come i cittadini veneti potranno intervenire per alimentare la dotazione finanziaria del fondo. Servirà un ulteriore modesto sforzo da parte di tutti per fare in modo che le famiglie non si trovino sole e costrette a impoverirsi per gli elevati costi di fronte al sopravvenire di una condizione di non autosufficienza (che aumenterà a causa dell’innalzamento dell’età media della popolazione). Mi riferisco ai costi per l’integrazione della retta di ricovero o per l’assistenza familiare o per lo sviluppo di progettualità di vita indipendente per le persone disabili. Il mio personale auspicio e la mia convinzione politica è che, entro ragionevoli limiti di reddito, i costi sociali supportati dai familiari dei non autosufficienti, possano essere coperti dal fondo”.

Quanti soldi serviranno?

“Occorrerà reperire almeno altri 500 milioni di euro annui: una cifra enorme, soprattutto perché si tratterà di risorse regionali. La previsione di un’entrata ad hoc a favore delle non autosufficienza è condivisa dalle forze sociali, ma dovrà essere ponderata anche in riferimento all’attuale e futura situazione economica del Paese”.

Come funzionerà?

Qui il comunicato regionale.

Spiega il comunicato regionale che il fondo sarà alimentato dagli stanziamenti della Regione sinora messi a bilancio per gli assegni di cura, l’assistenza domiciliare e i progetti di assistenza individualizzata, dalle risorse stanziate per le rette nelle case di riposo, dalle assegnazioni dello Stato per la non autosufficienza, e altre entrate, ma pure da una quota del gettito regionale Irpef: quindi il fondo sarà finanziato da tutti i contribuenti veneti,

Il fondo regionale dovrà erogare indennità integrative rispetto a provvidenze e assegni statali. La Regione prevede che il nuovo Fondo possa erogare indennità medie mensili (o l’equivalente in prestazioni) pari a 2700 euro per i non autosufficienti accolti in strutture residenziali.

A gestire il fondo saranno le Ulss. Le persone assistite potranno beneficiare del fondo scegliendo liberamente se ricevere prestazioni sociosanitarie e socioassistenziali oppure ‘buoni’ o ‘assegni di cura’, da spendere per pagare servizi domiciliari, centri diurni o strutture residenziali.

La legge affida alla Giunta il compito di definire i requisiti dei beneficiari del Fondo e i criteri di compartecipazione alla spesa degli assistiti, chiarendo tuttavia che i disabili che frequentano i centri diurni e i servizi semiresidenziali non saranno tenuti a pagare ticket o compartecipazioni.

Per chi

Si calcola che in Veneto le persone non autosufficienti siano circa 120 mila su 4,8 milioni di abitanti. Una quota che aumenta circa dell’8 per cento l’anno. Di questi 120 mila, 24 mila sono ospitati in strutture, con rette in parte a carico della Regione per una spesa regionale di circa 420 mila euro.

I commenti (fonte: consiglio regionale del Veneto, ufficio stampa)

Qui una sintesi delle dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari.

Quanto ai commenti successivi, esprime soddisfazione il consigliere Marco Zabotti della Rete Civica Veneta. Osserva che con il contributo di tutti è stato possibile arrivare ad un testo accettabile anche sulle questioni più delicate come l’accesso, la compartecipazione e la questione decisiva delle risorse e promette il proprio impegno perché nel bilancio 2010 siano deliberati stanziamenti adeguati per la non autosufficienza.

Soddisfatto anche Federico Caner della Lega Nord che poi annuncia: quando saremo noi a governare la Regione (cioè eventualmente dopo le elezioni 2010, ndr) inseriremo il criterio dei cinque anni di residenza in Veneto come priorità per accedere al fondo per la non autosufficienza.

Il Pd rivendica il suo contributo al testo approvato: “abbiamo fatto mettere nero su bianco- dicono Giovanni Gallo e Claudio Rizzato – che le famiglie dei disabili che frequentano i centri diurni non dovranno sborsare un euro per questo servizio. Ugualmente, per gli anziani ospitati nelle case di riposo, abbiamo bloccato il tentativo della Giunta di imporre l’obbligo della compartecipazione alla spesa per il pagamento della retta”.

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