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Vacciniamo un parente per ogni anziano delle Rsa e per ogni disabile delle comunità – Uneba rinnova l’appello

 

COMUNICATO STAMPA

SERVE ANCHE UN VACCINO CONTRO LA SOLITUDINE
Chiediamo la modifica del piano vaccinale per i famigliari degli ospiti delle Rsa

Chiediamo che per ogni anziano o persona con disabilità vaccinata, sia vaccinato un famigliare.
Lo chiedevamo al ministro Roberto Speranza già a gennaio, quando la campagna vaccinale era ai primi incerti passi, assieme alle altre associazioni di categoria del sociosanitario e ad alcuni sindacati.
Lo ribadiamo con ancora maggiore convinzione adesso che tutti gli anziani e gli operatori delle Rsa in tutta Italia si sono vaccinati, con la sola eccezione di indicazioni mediche o scelte personali. Mentre ancora pochi sono vaccinati tra i famigliari: i figli di un ospite di casa di riposo hanno tipicamente tra i 40 e i 65 anni.

Chiediamo che sia modificato il piano vaccinale. Chiediamo che per ogni anziano o persona con disabilità che vivono in strutture residenziali e hanno ricevuto il vaccino, sia vaccinato al più presto un famigliare.
In questo modo sarebbe più sicuro e più facile avere più frequenti incontri tra l’anziano o l’anziana ospite della struttura residenziale e il suo figlio o figlia, nipote, fratello o sorella, o amico caro.
Riallacciare le relazioni sarebbe un vero “vaccino contro la solitudine” per l’anziano, oltre che una importante fonte di benessere psicofisico tanto per lui quanto per il famigliare.

Le videochiamate e gli altri sistemi di comunicazione a distanza sono state e sono preziose, ma non possono sostituire la relazione faccia a faccia. E il grande impegno di tante lavoratrici e tanti lavoratori di enti Uneba per dedicare agli anziani accuditi non solo la cura professionale ma anche il calore di una relazione non può comunque sostituire i legami famigliari.

L’insistenza dei famigliari per ritornare più spesso e più a lungo nelle strutture è anche la nostra: famiglie e Rsa, figli ed educatrici & oss, sono alleate per il bene dell’anziano.
Se un famigliare per ogni anziano sarà vaccinato, si potranno organizzare le visite in serenità. Viceversa, tutto resta più difficile. Perché ogni Rsa e ogni direttore hanno anche la responsabilità, per legge e per i valori di Uneba, di tutela della salute di tutti gli ospiti, di tutto il personale, di tutta la comunità.

Sullo stesso tema si è soffermato il presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria Marco Trabucchi in un post su Facebook.

Purtroppo, le notizie che giungono dal Canada, dove le vaccinazioni nelle RSA sono quasi complete, indicano che anche in…

Pubblicato da AIP – Associazione Italiana di Psicogeriatria su Sabato 20 marzo 2021

2 Comments

  1. Da più di un anno non posso stare con mio padre. Da Luglio ad ottobre potevo andare una volta alla settimana ad incontrarlo con distanziamento e mascherine. Dopo niente più. Adesso ha fatto il vaccino, ma non cambia nulla. Il vaccino per me sarebbe risolutivo almeno per andarlo a trovare.

  2. Buonasera,
    sono una ragazza italiana che vive a Monaco di Baviera.
    Il mio papa e molto malato (cirrosi epatica in conseguenza di epatite c) e vive, da quando e morta la mia mamma, solo in un centro assistenza
    per anziani a Cattolica.
    Non posso visitarlo in quanto non sono vaccinata e, purtroppo lui sta molto male.

    Vi prego di darmi informazioni su ciò che potrebbe essere una possibilità per me in questa situazione.

    Ringrazio veramente per un eventuale aiuto..

    cordiali saluti

    Beatrice Marescotti


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