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Uneba Veneto – Su Gazzettino e Mattino il nostro appello alla Regione

Pubblichiamo qui sotto (o in versione originale qui e qui) i testi dei tre articoli apparsi oggi su Gazzettino, Corriere del Veneto e Mattino di Padova a seguito di questo comunicato stampa diffuso da Uneba Veneto per dire no ai contributi straordinari della Regione Veneto agli enti male amministrati e spingere invece per una collaborazione responsabile tra gli enti tenendo al centro la qualità del servizio all’assistito.

IL GAZZETTINO EDIZIONE PADOVA, PAG 6

“SOLDI ALLA BREDA? SAREBBE UNO SCANDALO”

Interviene il presidente veneto degli enti privati di assistenza sociale

di Mauro Giacon

Gli enti che fanno assistenza sociale a Padova e nel Veneto non hanno per niente gradito l’uscita del commissario straordinario della Fondazione Breda, Ennio Fortuna, che qualche giorno fa ha chiesto alla Regione – ovvero a Galan che l’ha nominato – un contributo straordinario di 800 mila euro per tappare le falle provocate dalla gestione fallimentare dei precedenti amministratori ora sotto processo. Il rischio per la Fondazione – ha detto – è di essere costretta a interrompere, almeno in parte, l’assistenza agli anziani non autosufficienti e ai disabili di Casa Breda, l’unico centro veneto specializzato nell’assistenza di persone affette da sclerosi multipla.

Il presidente di Uneba Veneto, Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale con sede a Padova, è Francesco Facci. L’associazione raccoglie 60 enti pubblici e privati tra cui l’Oic, che ospitano migliaia di anziani non autosufficienti e disabili.

Facci replica: “Siamo sconcertati. Se venissero effettivamente assegnati a Fondazione Breda, ente pubblico, i contributi richiesti, saremmo di fronte da una palese violazione della parità di trattamento tra gli enti. Questi contributi andrebbero a premiare la mala amministrazione di una importante ‘funzione di civiltà’ quale è la cura delle fasce deboli della nostra popolazione.

Ma davvero la Regione Veneto mentre con una mano vara il nuovo Fondo per la non autosufficienza che di fatto riduce le risorse per anziani e disabili con l’altra vuole assegnare 800 mila euro ad un ente del settore che ha accumulato più di 20 milioni di debiti?”.

 

IL MATTINO DI PADOVA PAG 25

“NIENTE CONTRIBUTI ALLA BREDA”

L’Uneba diffida la Regione dopo il taglio dei servizi ad anziani e disabili

di Fabiana Pesci

La Regione non ha ancora sborsato un cent per aggiustare i conti di in rosso della Fondazione Breda. Ma per provocare la levata di scudi di decine di enti pubblici e privati veneti che ospitano anziani non autosufficienti è bastata la richiesta di un contributo straordinario di 800 mila euro avanzata dal commissario straordinario della Fondazione Ennio Fortuna.

“La Regione toglie risorse a chi accoglie anziani e disabili e premia chi male amministra?”. E’ la domanda provocatoria dei vertici dell’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale.

“Davvero la Regione Veneto mentre con una mano vara il nuovo Fondo per la non autosufficienza che di fatto riduce le risorse per anziani e disabili con l’altra vuole assegnare 800 mila euro ad un ente del settore che ha accumulato più di 20 milioni di debiti?”

Insomma, è polemica.

“Essere ente pubblico per una struttura che accoglie disabili e non autosufficienti, dovrebbe portare ad una maggiore responsabilità nell’esercitare funzioni collettive, non certo considerandosi invece una sorta di ‘riserva indiana’ dove i vincoli di bilancio, rispettati dai più, per esso possono essere aggirati”.

Uneba ricorda che risale a poche settimane fa il faccia a faccia tra Ennio Fortuna ed il governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan: all’indomani della nomina a commissario straordinario della Fondazione Breda, l’ex procuratore di Venezia ha lanciato il grido di allarme. Senza un aiuto da parte della Regione Casa Breda avrebbe rischiato di interrompere l’assistenza agli anziani non autosufficienti e ai malati di sclerosi multipla, pur essendo l’unico centro specializzato nella cura di questa grave malattia.

Una richiesta che ha sconcertato i responsabili di Uneba Veneto: “La nostra associazione, e gli enti che ne fanno parte – affermano – non hanno mai strumentalizzato anziani non autosufficienti e disabili per ottenere dalla Regione contributi aggiuntivi. Se venissero effettivamente assegnati a Fondazione Breda, ente pubblico, i contributi richiesti, saremmo di fronte da una palese violazione della parità di trattamento tra gli enti. Soddisfare queste ingiustificate richieste significherebbe screditare nuovamente quegli enti, siano essi pubblici che privati, che, con senso di responsabilità e pur nella scarsità di risorse, hanno sempre adempiuto con correttezza al primario compito di assicurare la dignità di vita degli ospiti e la loro serenità”.

Lo sconcerto di Uneba Veneto è ancora maggiore quando vengono accomunati nello stesso destino gli anziani e i disabili del centro sclerosi multipla di casa Breda. “il centro sclerosi fa interamente capo all’Ulss 16, senza alcun coinvolgimento operativo di Fondazione Breda che anzi, trae una rendita dall’affitto dell’immobile dove viene svolta l’attività di cura”.

CORRIERE DEL VENETO

Buco alla Breda

LA UNEBA CONTRO FORTUNA

Fa discutere la prima uscita pubblica di Ennio Fortuna nelle vesti di commissario straordinario della Fondazione Breda. Giovedì scorso, "ospite" della commissione Sanità, l’ex procuratore generale di Venezia aveva chiesto alla Regione "un contributo straordinario di almeno 800 mila euro. Senza questo aiuto -è la conclusione di Fortuna – è concreto il rischio di essere costretti ad interrompere, almeno in parte, l’assistenza agli anziani non autosufficienti della casa di riposo e ai disabili di Casa Breda, l’unico centro specializzato nell’assistenzadi persone affette da sclerosi multipla”.

Parole che non sono piaciute ai vertici regionali dell’Uneba, l’unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale. “La nostra associazione e gli enti che ne fanno parte – hanno fatto sapere per bocca di Tommaso Bisagno- non hanno mai strumentalizzato anziani non autosufficienti e disabili per ottenere dalla Regione contributi aggiuntivi. Se venissero effettivamente assegnati alla Fondazione Breda, ente pubblico, i contributi richiesti, saremmo di fronte ad una palese violazione della parità di trattamento”.

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