Partecipazione e attenzione alle problematiche presentate, e disponibilità alla collaborazione.

Questa l’accoglienza che Uneba Veneto e Uneba Friuli Venezia Giulia hanno trovato nei vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta, nel corso dell’incontro avvenuto, in videoconferenza, nel pomeriggio di martedì 26 maggio.

Un incontro che la stessa Uneba aveva chiesto: perché sentiva forte il bisogno del sostegno dei suoi Pastori mentre la pandemia mette a dura prova gli enti, chi è accolto e chi ci lavora, ma anche per guardare al futuro e rafforzare la collaborazione a tutela dei più fragili.

Proprio per questo nascerà un gruppo di lavoro congiunto CET- Uneba per l’elaborazione di alcune proposte concrete per il settore sociosanitario e i servizi alla persona, da condividere poi con i territori, le comunità, la politica. L’appoggio dei Pastori della Chiesa del Triveneto darà più ascolto alla voce di chi è fragile, debole, solo.

Dopo avere brevemente presentato l’associazione, Uneba ha presentato ai vescovi la situazione di profonda difficoltà portata dal Coronavirus.

Il blocco dell’accoglienza di nuovi ospiti nelle strutture e le spese straordinarie sostenute negli ultimi mesi hanno messo in grave difficoltà i bilanci degli enti Uneba, realtà non profit che puntano ad un equilibrio tra entrate e spese fondato su un elevato tasso di occupazione dei posti letto disponibili.

Il vacillare della tenuta economica rischia di ripercuotersi anche sulla tenuta occupazionale, in un settore che negli ultimi anni ha continuato a offrire posti di lavoro, in particolare come oss.

Ma come ha sottolineato con preoccupazione Uneba, a forte rischio è anche la tenuta sociale: il blocco degli ingressi nelle strutture mette in difficoltà centinaia di famiglie che necessitano di un aiuto urgente per la grande fragilità dei loro cari anziani.

In Veneto, poi, la pandemia ha aggravato il problema della carenza di operatori sociosanitari ed infermieri, Uneba Veneto ha presentato brevemente ai Vescovi la situazione e le proprie proposte per risolverla

Guardando al futuro del sistema dei servizi alla persona, Uneba ha ribadito la fedeltà ai propri valori: il radicamento al territorio in cui gli enti operano (in qualche caso, da oltre un secolo!), il servizio alle famiglie e alle comunità, un modello basato sulla solidarietà, alternativo a quello dei grandi gruppi for profit, anche esteri, che vedono nella cura degli anziani, e delle altre fragilità. un business.

La stessa Conferenza Episcopale Triveneta, nel suo comunicato sull’incontro di ieri, fa riferimento all’incontro con Uneba Veneto e Uneba Friuli Venezia Giulia. I vescovi con Uneba hanno affrontato – si legge nel comunicato (link)- “problemi e prospettive della sanità e delle istituzioni socio-sanitarie in questi territori e manifestando partecipazione alle preoccupazioni ed esigenze espresse (su cura e dignità delle persone, tutela e formazione dei lavoratori impegnati nel settore, rilancio e sostegno delle attività di dette istituzioni socio-sanitarie ecc.) in conseguenza dell’attuale pandemia Covid-19.”

A rappresentare Uneba all’incontro c’erano Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto; Matteo Sabini, presidente di Uneba Friuli Venezia Giulia; ed Elisabetta Elio, consigliere nazionale Uneba e direttore generale della Pia Opera Ciccarelli di San Giovanni Lupatoto (Verona).

Complessivamente sono circa 120 gli enti associati Uneba tra Veneto e Friuli Venezia Giulia: strutture che accolgono anziani non autosufficienti, persone con disabilità, minori senza sostegno famigliare, uomini e donne che vivono in modi diversi la fragilità.

Da parte di Uneba Veneto e Uneba Friuli Venezia Giulia un vivo ringraziamento ai vescovi della Conferenza Episcopale Triveneta per il tempo dedicato e l’attenzione mostrata.