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Uneba Veneto – “Aiutate anziani e disabili, non la fondazione Breda”

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa inviato congiuntamente da Uneba Veneto e Uripa. Si tratta di una lettera aperta al presidente del consiglio regionale Marino Finozzi (Lega Nord), ai presidenti delle commissioni consiliari Bilancio Amedeo Gerolimetto (Pdl) e Sanità Raffaele Bazzoni (Pdl), all’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi (Udc) e al dirigente dei servizi sociali Michele Maglio. Il tema è il caso della Fondazione Breda, con i ventilati aiuti all’ente e in parallelo le scelte del bilancio della Regione Veneto di prossima approvazione. Sul tema Uneba Veneto era già intervenuta con un precedente comunicato stampa.

Uneba Veneto e Uripa: no al contributo alla Breda, si’ a un intervento per tutti gli anziani e i disabili su fondo non autosufficienza e quote sanitarie

Se davvero, come anticipato dalla stampa, il consiglio regionale del Veneto intende stanziare 800 mila euro ad alleviare una parte dei debiti pluridecennali accumulati dalla Fondazione Breda, consumerà una grande ingiustizia nei confronti delle altre strutture dai conti virtuosi. Ma se i fondi ci sono per la Breda, a maggior ragione non potranno non esserci per garantire serenità e servizi a persone con disabilità ed anziani accolti nelle strutture residenziali, dotando di sufficienti risorse il neonato Fondo per la non autosufficienza e applicando, finalmente, appieno i tre livelli di quote sanitarie.

Questa una sintesi dell’appello rivolto alla Regione Veneto da Uneba e Uripa, le due maggiori organizzazioni di categoria del settore sociosanitario, a cui sono associate decine di residente per anziani e persone con disabilità in Veneto.

Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto, e Roberto Volpe, presidente di Uripa, hanno espresso la loro protesta una lettera aperta al presidente del consiglio regionale Marino Finozzi (Lega Nord), ai presidenti delle commissioni consiliari Bilancio Amedeo Gerolimetto (Pdl) e Sanità Raffaele Bazzoni (Pdl), all’assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi (Udc) e al dirigente dei servizi sociali Michele Maglio.

“Apprendiamo dalla stampa – scrivono Facci e Volpe ai vertici regionali – che all’interno del bilancio della Regione Veneto per il 2010, di prossima approvazione, è previsto un contributo straordinario di 800 mila euro alla Fondazione Breda di Ponte di Brenta (Pd). Servirebbe a contribuire a colmare debiti accumulati nei decenni. E che hanno raggiunto livelli tali da addirittura bloccare il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Ma questo contributo, come già Uneba aveva evidenziato qualche settimana fa, sarebbe una flagrante violazione del principio di pari trattamento tra gli enti. E finirebbe col premiare la mala amministrazione penalizzando invece le decine di enti che hanno operato responsabilmente garantendo sia il miglior servizio agli ospiti che l’equilibrio di bilancio”.

“Tuttavia – proseguono i due dirigenti facendo ricorso all’ironia – per altri versi il contributo alla Breda ci tranquillizza. Se le casse della Regione hanno disponibilità tale da permettere simili interventi, sicuramente non ci sarà nessuna difficoltà nel reperire e mettere a bilancio altri interventi a sostegno delle fasce più deboli della popolazione veneta. Pensiamo in particolare al Fondo per la non autosufficienza: anche perché le risorse stanziate da questa nuova legge, come Uneba ha illustrato alla quinta commissione del consiglio regionale veneto, sono finora inferiori per circa 35 milioni di euro a quelle precedentemente attribuite al settore. Ma siamo certi che, dopo aver trovato fondi per aiutare solo una – e forse non la più meritevole – delle tante realtà del settore sociosanitario veneto, il consiglio regionale metterà a bilancio anche un provvedimento a beneficio di tutte le persone assistite nelle strutture residenziali del socio sanitario: l’applicazione senza eccezioni, e in tutte le Ulss del Veneto, dei tre livelli di quote sanitarie. Che poi sarebbe semplicemente l’applicazione, dovuta e già ritardata, di una delibera che la stessa Regione, con la sua Giunta, ha approvato”.

“Nel caso Breda ci stupisce – aggiungono Facci e Volpe – anche l’atteggiamento dei sindacati. Anziché collaborare alla definizione di un piano di riparazione dei danni delle passate gestioni alla Fondazione Breda, condividendo sacrifici e prospettive in maniera responsabile, preferiscono limitarsi a invocare, come già troppe volte in passato, l’intervento della mano pubblica. E anziché reclamare risorse per anziani e disabili assistiti da migliaia di lavoratori in enti che hanno saputo garantire servizio e bilancio malgrado i progressivi tagli da parte della Regione”.

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