Per venerdì 13 febbraio è previsto uno sciopero “generale” – riguardante cioè tutte le categorie ed i settori di attività – ma “parziale”, in quanto proclamato non da tutti i sindacati, ma dalla sola Cgil.

In adesione a quanto sopra, la Cgil-Funzione Pubblica ha esteso per la stessa giornata lo sciopero al settore socio-assistenziale, proclamandolo a: Legacoop – Federsolidarietà – Agci– Agidae – Anaste – Uneba – Aias – Anfas – Anpas – Abis – Misericordie d’Italia – Chiesa Evangelica Valdese.

Le motivazioni dello sciopero sono le seguenti:

  • rinnovo del Ccnl
  • effetti della l.133/08
  • riorganizzazione e riqualificazione dei servizi pubblici
  • contro le politiche di espulsione dal lavoro del personale precario
  • contro le politiche economiche del Governo

In merito alle motivazioni dichiarate, si rileva come il rinnovo del Ccnl non riguardi invero tutte le organizzazioni interessate, avendo alcune di esse già rinnovato il Contratto collettivo, mentre per altre – tra cui Uneba – le trattative sono in piedi. Quindi questa particolare motivazione del Ccnl è stata inserita allo scopo di ricondurre lo sciopero entro ambiti di maggiore legittimità.

Infatti, sulla base delle restanti motivazioni, si palesa un contrasto dello sciopero in questione con la sentenza della Corte Costituzionale n.1 del 9.1.1974, ove si dichiara non costituzionalmente garantito lo sciopero inteso ad incidere sugli indirizzi generali del Governo.

Confermiamo, in ogni caso, la nostra impostazione di principio, già enunciata in precedenti circostanze, secondo cui la proclamazione dello sciopero fatta all’Uneba non è valida, ma occorrono proclamazioni singole fatte a ciascun ente del settore, poiché la legge indica che la proclamazione va effettuata “agli enti erogatori dei servizi” e l’Uneba non è soggetto erogatore di servizi socio-assistenziali, né al livello nazionale né a quello regionale o provinciale.

Quanto sopra, nonostante un vago indirizzo della Commissione di Garanzia secondo cui sarebbe da ritenere valida la proclamazione fatta alle associazioni di categoria nel solo caso dello sciopero generale e nazionale. Indirizzo con il quale non siamo affatto d’accordo, poiché incombe comunque sui singoli enti associati la responsabilità di predisporre ed erogare a favore degli ospiti servizi minimi essenziali in occasione di sciopero, e senza una proclamazione singola e specifica gli stessi enti non sarebbero messi in condizione di far fronte a questa loro responsabilità.

Invitiamo pertanto gli enti associati Uneba ad attenersi alla procedura Uneba sullo sciopero, che abbiamo presentato qui.