Come rendere più efficace l’operato degli enti del Terzo Settore, e di conseguenza migliorare la qualità della vita dei soggetti fragili a cui questi enti si dedicano?
Ad esempio, riducendo la burocrazia di obblighi doppi o inutili, che portano via tempo e risorse.
O riducendo le differenze tra le normative delle diverse Regioni nel settore sociosanitario e socioassistenziale.
Sono temi su cui Uneba insiste da tempo e che ha ribadito nel documento presentato per la Consultazione pubblica 2026 sulla Legge Annuale di Semplificazione Normativa proposta dal Dipartimento per le riforme istituzionali e la Struttura di missione per la semplificazione normativa della Presidenza del Consiglio dei ministri e conclusa a fine marzo.
Ecco alcune delle proposte presentate da Uneba, una delle 60 realtà che hanno partecipato alla Consultazione.
Dichiarazione Imu
Uneba chiede di togliere l’obbligo di inviare ogni anno la dichiarazione Imu per gli enti non commerciali. La dichiarazione andrebbe inviata solo in caso di intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta. Servirebbe introdurre una sanatoria per gli enti non commerciali che non hanno presentato dal 2020 dichiarazioni Imu, spesso a causa della non chiara normativa in merito.
Un approccio integrato nel supporto alla fragilità
Avviare un tavolo di coordinamento per garantire un approccio integrato e coordinato nel supporto ai soggetti fragili. In sanità, assistenza sociale e istruzione le norme sono troppo frammentate.
Ridurre le differenze tra le normative delle Regioni in ambito sociosanitario e socioassistenziale.
Eliminare duplicati e superflui
Eliminare l’obbligo di invio della Certificazione Unica per i liberi professionisti: gli stessi dati il Ministero dell’Economia e delle Finanze li ha già. La Cu è un duplicato e un’incombenza per le aziende, si può consentire al professionista di disporre dei dati nel proprio cassetto fiscale.
Permettere agli enti di emettere fatturazione elettronica per le prestazioni sanitarie e socio sanitarie (ad oggi vige una modalità mista), così da rendere superfluo anche l’invio dei dati al sistema Tessera Sanitaria.
Definire un’unica modalità di pubblicazione della documentazione sui contributi pubblici ex Legge 124/17 e D.lgs. 33/13: o si chiede di farlo agli Ets, o si chiede di farlo agli enti pubblici erogatori: perché lo devono fare entrambi.
Stabilire per gli Ets una unica modalità di pubblicazione delle somme ricevute dal 5 per 1000: attualmente devono sia pubblicare i dati sul sito che, se le somme superano i 20 mila euro, inserire i dati una piattaforma sul sito del Ministero del Lavoro.
Adempimenti fiscali, regole chiare
Evitare le continue nuove interpretazioni e proroghe per gli adempimenti fiscali. Porre un termine ultimo di scadenza entro la prima metà dell’anno, successive modifiche si applicano solo dall’anno successivo.






