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Uneba Catania chiede a Stato e Regione un intervento per salvare i servizi sociali dal dissesto

Lunedì 12 novembre 2018 un corteo ha attraversato il centro di Cataniaper chiedere attenzione e sostegno per la città dopo la conferma dello stato di dissesto. Al corteo ha partecipato anche Uneba, che assieme agli altri enti promotori – sindacati e associazioni di categoria- ha preparato una lettera aperta al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci,e  per conoscenza al prefetto di Catania Claudio Sammartino.
Egregi Presidenti,
quello che temevamo è purtroppo accaduto: Il dissesto finanziario del Comune di Catania, che fino a qualche tempo fa sembrava un’incognita, oggi è diventato una certezza con la  decisione definitiva della Corte dei Conti ed è piombato come una mannaia in una grande città come Catania, nona città d’Italia e la prima metropolitana ad andare default, già fortemente provata dalla crisi dell’ultimo decennio.

 

Il rigetto del ricorso presentato dall’amministrazione e la volontà di dichiarare il dissesto si è trasformato in un incubo per la quotidianità ed il futuro di circa diecimila lavoratori interessati tra diretti e dipendenti dalle Partecipate, oltre che per i dipendenti delle imprese creditrici  che rischiano in tal modo di fallire.

 

Sono a serio rischio i servizi sociali a domanda individuale e quelli essenziali: asili nido, assistenza anziani e disabili, assistenza educativo assistenziale, con le cooperative già provate da ritardi gravi sugli accrediti, i cui lavoratori hanno dimostrato dedizione e senso di responsabilità nel mantenere vivi i servizi per tutta la cittadinanza e la stessa area metropolitana.  Qui le cooperative sociali e gli enti del terzo settore sono sicuramente i più penalizzati, considerato che la voce del costo del lavoro rappresenta oltre il 90% del totale.

 

Ricordiamo che Catania è una città che, pur avendo 315.000 abitanti, offre servizi a circa 800.000 persone che tutti i giorni si recano in città per usufruire delle prestazione di  natura, sociale, sanitaria, didattica e culturale.

 

Ancor più grave il ritardo degli stipendi dei dipendenti comunali e della Catania Multiservizi (una delle società partecipate del Comune di Catania) per cui oltre quattromila lavoratori non riescono più a garantire il reddito delle loro famiglie,  pur dovendo portare avanti le funzioni amministrative che in caso contrario paralizzerebbero la città. Le ripercussioni presto andrebbero a sconvolgere anche  i servizi dell’igiene ambientale.

 

 In questa situazione riteniamo gravissimo anche che venga messo a rischio il futuro dell’Istituto Vincenzo Bellini, nel delicato periodo di transizione verso la statizzazione.
A rischio anche il percorso di stabilizzazione dei precari storici del comune di Catania che, da circa 26 anni, garantiscono il funzionamento di uffici e servizi comunali.
E’ una intera economia che si neutralizzerebbe, in una città che ha tante bellezze e potenzialità e per cui non è accettabile che le conseguenze del dissesto ricadano sui lavoratori che svolgono quotidianamente il proprio lavoro e che non hanno nessuna responsabilità di quanto sta accadendo a questa città.

 

Anche per questo, al Prefetto di Catania che ci legge per conoscenza , esprimiamo la nostra preoccupazione per le tensioni che stanno maturando e che potrebbero presto portare a conseguenze drammatiche per migliaia di famiglie catanesi .

 

CGIL, CISL, UIL, UGL insieme a Confcooperative,  Legacoop,  Unicoop, Agci, Confindustria, CNA, Confcommercio, Confesercenti ed Uneba  non vogliamo tutto questo, perché crediamo che sia possibile trovare soluzioni che possano riaccendere la speranza della nostra bellissima città; perché, al di là del fallimento dell’intera classe dirigente  politico amministrative dell’arco degli ultimi 20 anni, Catania è una realtà viva ed ha tutte le energie e le potenzialità  per risorgere da questa condizione di asfissia.

 

Pertanto, chiediamo ai governi nazionale e regionale di  intervenire urgentemente, così come per altre grandi città italiane, innanzitutto con aiuti  economici, per affrontare l’immediata crisi di liquidità e consentire al comune di  garantire l’ordinaria amministrazione. Gli interventi economici devono essere tali da garantire salari ai dipendenti comunali ed alle cooperative sociali, nonché il funzionamento dei trasporti, dei servizi sociali, delle manutenzioni  e di poter espletare le gare per i rifiuti e liquidare le aziende private creditrici.
Auspichiamo infine che, dopo il pronunciamento negativo della Corte dei Conti, la politica possa agire con senso responsabilità. Per questo riteniamo indispensabile che tutti gli schieramenti, raggiungano il giusto raccordo per trovare soluzioni  urgenti ma anche a medio termine in cui si possano  individuare tutti gli strumenti possibili  per il superamento di questa grave crisi economica.
In attesa di urgente riscontro, porgiamo cordiali saluti.

 

Catania 12 Novembre 2018
 CGIL                      CISL                       UIL                  UGL
 G. Rota              M.Attanasio            E. Meli          G. Musumeci
CONFCOOPERATIVE SICILIA   LEGACOOP SIC. OR.LE           UNICOOP           UNEBA          AGCI
G.Mancini                                       G. Giansiracusa                      E. Contarino       S. Caruso        S. Strano
CONFINDUSTRIA                     CNA                    CONFCOMMERCIO       CONFESERCENTI
Biriaco                         F. Franceschini                   R. Galimberti            F. Guzzardi

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