Uneba Calabria, assieme alle articolazioni regionali di Anaste, Aris, Aiop , Agidae e Crea ha inviato una lettera aperta al presidente della giunta regionale Mario Oliverio per denunciare la crisi del settore socio-sanitario e le responsabilità della Regione e dei Commissari.

Tra i problemi evidenziati:

1.Taglio ai tetti di spesa per le strutture territoriali

La struttura commissariale ha fissato i tetti di spesa 2016 per tutte le strutture territoriali con un taglio del 10% rispetto ai livelli storici. Nonostante la rete territoriale, approvata dagli stessi Commissari, prevedesse un aumento di questa tipologia di prestazioni, che in Calabria, oltretutto, sono a livelli bassi.

A causa di questo taglio c’è il rischio che le strutture debbano dimettere migliaia di anziani e persone disabili, per aver raggiunto in anticipo il budget previsto dai contratti. Conseguenza possibile: ricoveri impropri in ospedale o strutture per acuti con costi per la Regione di gran lunga superiori rispetto alle rette delle strutture residenziali territoriali. Con un danno a quegli stessi bilanci che i commissari dovrebbero invece migliorare.

La riduzione delle prestazioni assegnate agli enti porterebbe oltretutto anche ad inevitabili tagli all’occupazione.

2.Ritardi nel saldo della quota sociale delle rette

In alcune strutture parte della retta è a carico del Fondo sociale regionale (RSA 30% Case Protette/A 50% Case Protette/D 60%). Fino al 2015 per anni gli stanziamenti regionali sono stati inferiori al fabbisogno, e gli enti hanno dovuto percorrere le vie legali. Ancora oggi la Regione ritarda e ritarda la definizione di questi contenziosi. ”La situazione- si legge nella lettera – ha costretto molti operatori a ‘svendere’ i crediti vantati se non, addirittura, in alcuni casi, a svendere le stesse strutture.”