Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da Uneba Calabria e a firma del suo presidente don Biagio Amato dopo l’incontro con il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti del 6 luglio e dopo l’assemblea straordinaria degli enti associati del 15 luglio.

“L’assemblea delle Strutture associate alla Federazione Regionale Uneba della Calabria, a cui hanno partecipato anche altre che hanno chiesto di farne parte per la prima volta, ha esaminato e valutato i risultati dell’incontro di Uneba Calabria con il Presidente della Regione Calabria Scopelliti.

Un incontro dal doppio volto.

Dalla prima parte della relazione di don Biagio Amato, che presiedeva l’Assemblea, è emerso un incontro positivo, sereno e molto puntuale, perché il Presidente Scopelliti, dopo aver ascoltato e approfondito le varie problematiche rappresentate dall’Uneba attraverso la stampa, aveva disposto che il Dipartimento Tutela della salute intervenisse da subito a dare le soluzioni possibili ed immediate. Aveva previsto inoltre di incontrare le ASP assieme alla Federazione per sbloccare da subito il pagamento di alcune mensilità perché le Strutture associate Uneba Calabria potessero continuare l’assistenza in attesa di soluzioni più definitive dei problemi che continuano a bloccare la stipula dei contratti.

Scopelliti aveva disposto pertanto che il Dipartimento presentasse alla Giunta regionale del 13 luglio la delibera sulle nuove tariffe già concordate nel mese di novembre 2009 con tutte le associazioni di categoria. Ed inoltre che lo stesso Dipartimento presentasse alla Commissione regionale competente la proposta di revoca di alcuni commi dell’art.32 della legge regionale 8/2010. Infine, lo stesso Scopelliti aveva valutato positivamente la disponibilità manifestata dalla Presidenza dell’Uneba a condividere eventuali documenti di riprogrammazione dei servizi territoriali.

Grande amarezza e frustrazione, invece, quando le Strutture presenti hanno ricevuto le informazioni sul dopo incontro con Scopelliti.

Il Dipartimento, infatti, non ha sbloccato il pagamento di alcune mensilità da parte delle ASP, non ha presentato nelle seduta della Giunta regionale del 13 luglio la proposta della delibera sulle nuove rette, né c’è alcuna informazione sulla presentazione alla Commissione regionale della proposta di legge sulla non autosufficienza da presentare al Consiglio Regionale nella seduta di mercoledì 4 agosto (proposta di legge per la quale Uneba Calabria aveva presentato alla terza commissione del consiglio regionale alcune osservazioni).

Di fatto,purtroppo, le Strutture hanno preso atto che l’incontro con il Presidente Scopelliti del 6 luglio è come se non ci fosse mai stato, e che le ragioni delle strutture Uneba sul reale e drammatico stato di crisi finanziaria delle nostre strutture è come se non fossero mai state esaminate e fatte proprie dal Presidente della Giunta Regionale.

Di nuovo nessuna possibilità concreta che i 4000 utenti delle strutture Uneba possano continuare a ricevere l’assistenza dovuta, che i 1600 operatori continuino a ricevere gli stipendi, che le strutture possano pagare gli interessi trimestrali alle banche, che agli enti previdenziali le strutture possano versare i contributi mensili.

Prima che la situazione possa precipitare verso forme pubbliche ed incontrollabili di contestazione da parte anche delle famiglie e degli operatori, l’Assemblea ha scelto, però, ancora una volta, la strada del dialogo e del confronto con il presidente Scopelliti al quale chiede che al prossimo incontro, che dovrà avvenire nei prossimi giorni, ci si possa trovare allo stesso tavolo solo per prendere atto delle soluzioni già date ai tre problemi ancora aperti.

Nel mentre, comunque, l’Assemblea ha chiesto a don Biagio Amato di avviare incontri con il coordinamento regionale degli operatori delle strutture socio-sanitarie private accreditate e con il coordinamento regionale delle famiglie già costituiti alcuni anni addietro.

Solo dopo questo secondo e urgente incontro con il Presidente Scopelliti, l’Assemblea si riconvocherà, ed in quella sede le Strutture valuteranno se ci saranno le condizioni finanziarie e contrattuali per garantire la continuità dell’assistenza oppure concretizzare la proposta della immediata sospensione dei servizi e delle prestazioni con relativo trasferimento negli ospedali o nelle famiglie dei 4000 utenti e la formalizzazione della richiesta di messa in cassa integrazione dei 1600 operatori”.