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Social bonus, credito d’imposta al Terzo Settore

Firmato l’accordo per destinare agli Enti del Terzo Settore, per le proprie attività, beni immobili pubblici inutilizzati e i beni mobili e immobili confiscati alla criminalità.
E’ conseguenza del social bonus previsto dall’articolo 81 del Codice Unico del Terzo Settore: un beneficio fiscale per gli enti, a partire da “un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche e del 50 per cento se effettuate da enti o societa’ in favore degli enti del Terzo settore, che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati ai suddetti enti del Terzo Settore e da questi utilizzati esclusivamente per lo svolgimento di attività di cui all’art. 5 con modalita’ non commerciali”.
Un successivo decreto interministeriale preciserà “le modalità di attuazione delle agevolazioni previste dal presente articolo, comprese le procedure per l’approvazione dei progetti di recupero finanziabili”.
A firmare l’accordo sul social bonus il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il sottosegretario Bobba, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), l’Agenzia del Demanio e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).
Secondo il sottosegretario Bobba,“relativamente ai beni dello Stato inutilizzati, si ipotizza che il bacino da cui attingere si aggiri intorno al migliaio di immobili, per una superficie di oltre 600 mila metri quadrati a cui, potenzialmente, si aggiunge tutto il patrimonio di beni pubblici di proprietà degli Enti locali e degli altri soggetti pubblici”.

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