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Sacconi: cambieremo la legge sul collocamento disabili

Il ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha annunciato la volontà di cambiare la legge 68/99 sul collocamento delle persone con disabilità.

“I limiti della legge 68- ha detto il ministro- sono difficilmente contestabili: non è soddisfacente, anche a motivo di una serie di rigidità ideologiche che non favoriscono chi ha bisogno di un intervento attivo per entrare nel mondo del lavoro". Si riferisce ad esempio al fatto che i datori di lavoro a volte preferiscono pagare la penale, ma non assumere persone con disabilità. E’ questa una delle forme elusive di fronte alle quali, secondo Sacconi, non può bastare l’attività degli ispettori.

“La revisione – ha detto Sacconi – deve avere lo scopo di rendere più effettiva la tutela dei soggetti diversamente abili attraverso l’accesso all’occupazione con particolare riferimento a coloro che sono portatori di gravi ragioni di disabilità; ogni intervento normativo dovrà essere preceduto da un apposito confronto con le organizzazioni sociali rappresentative della disabilità nonché del mondo del lavoro e della produzione”.

Nina Daita, responsabile dell’ufficio politiche della disabilità della Cgil, ha contestato le critiche alla legge espresse da Sacconi e affermato la contrarietà ad ogni modifica alla legge 68/99.

Qui l’articolo di Avvenire sulla vicenda.

Servono modifiche alla legge 68? Quali? Il dibattito è aperto, commenta questa notizia nello spazio apposito qui sotto.

2 commenti

  1. Sacconi ha ragione, sarebbe opportuno rendere la legge 68/99 art.12 e il Decreto Legislativo 276/03 art.14. più flessibile, ad esempio non porre requisiti rigidi alle convenzioni che si debbono stipulare tra le coop sociali e le imprese nel momento delle eventuali assunzioni, vedi articoli su citati. Poi, perchè dev’essere obbligatoriamente una assunzione a tempo indeterminato in azienda e solo successivamente un passaggio alla Coop sociale per un periodo massimo di un anno, prorogabile per un solo anno. Si potrebbe prevedere l’assunzione direttamente in Coop. sociale, senza porre grossi ostacoli con percentuali in rapporto agli addetti e con tempi più lunghi di permanenza, sopratutto perche legati alle commesse di lavoro che vengono assegnate dall’azieda alla coop affinchè occupi il disabile. Questo ragionamento va rivolto in particlare alla Pubblica Amministrazione. Ci sarebbe ancora molto da discutere, perchè la materia è di competenza delle Regioni e ognuna va per conto proprio.


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