Giornale di Vicenza, 19 maggio 2015

Francesco Zantedeschi commissario straordinario dell´Ipab ha concluso il suo mandato sabato scorso. Resterà in carica fintantoché il sindaco nominerà il nuovo cda e, quest´ultimo, eleggerà il presidente.
Sempre che la sua candidatura non venga presa in considerazione. Si è scoperto ieri che anche lei, Zantedeschi ha partecipato al nuovo bando. Che cosa l´ha spinta?
Ho solo messo a disposizione la mia esperienza. Si tratta di una scelta professionale. Due anni trascorsi all´Ipab di Vicenza sono stati importanti.
Appare strana come scelta: il suo arrivo ha dato avvio a due ricorsi al Tar da parte del vecchio Cda e del Comune che non avevano accettato il commissariamento.
Vero sul commissariamento, non sul sottoscritto. Ed entrambi i ricorsi sono stati rigettati dal Tribunale amministrativo e non sono arrivati al Consiglio di Stato.
Forse ce l´avevano con l´ex assessore Remo Sernagiotto?
Non mi riguarda. Sono stato chiamato a svolgere un ruolo e l´ho fatto. I numeri sono dalla mia parte.
Quali?
Una quasi parità di bilancio e parliamo di 25 milioni, la firma dell´accordo di programma con Comune e Regione. Il debito pregresso che da sei è passato a quattro milioni di euro. Il mio non era un ruolo di ordinaria amministrazione e l´ho dimostrato.
Per ottenere che cosa ?
Ho indicato la via del risanamento con obiettivi precisi, ho chiuso la questione con l´eredità delle sorelle Boeche, il vecchio Cda non aveva nemmeno nominato un avvocato per la parte civile. Ora abbiamo chiuso l´accordo con due parrocchie, una congregazione, i quattro eredi, due badanti e un sacerdote. In questo ci ha aiutato il legale Olivia Domeniconi di Verona. E si tratta di cifre consistenti e di beni immobili in corso Palladio e in contrà della Fossetta.
Primo obiettivo da raggiungere?
La presentazione di un progetto entro settembre per il pensionato San Pietro in modo da utilizzare i 5 milioni e 300 mila euro della Regione. Proseguire le alienazioni con trattative private, dopo due bandi deserti è possibile. Quindi, insistere su palazzo Serbelloni e Villa Rubini per finanziare la prima residenza con 120 posti a Laghetto.
L´Ipab ha 530 dipendenti, 730 posti letto: le tensioni con i sindacati e familiari non sono mancate.
Bisognava intervenire su alcuni appalti e lo abbiamo fatto, ma molto rimane in cantiere, la portineria del Proti costa troppo. Il servizio va ripensato.
Quanti sono i posti letto liberi?
Il 5-6 per cento. Ma la questione è un´altra, le Ipab dovrebbero diventare Fondazioni, se ne parla da anni, avrebbero vantaggi gestionali, contributivi e fiscali.
L´Ipab era da commissariare?
C´erano molte criticità. Ho operato in maniera professionale e trasparente. In due anni ho raggiunto Vicenza 256 volte, ogni due-tre giorni ero in sede. Di questo l´Istituto ha bisogno: di una persona sempre presente.
Come lei?
Se mi vogliono ci sono. Per questo ho partecipato.