Giornale di Vicenza 5 gennaio

A febbraio la riforma della sanità verrà discussa nei banchi del Consiglio regionale. Parola del presidente del Veneto, Luca Zaia. Ma intanto si lavora. I dodici nuovi direttori generali delle Ulss venete, freschi di nomina ufficializzata appena lo scorso 30 dicembre, ieri erano già riuniti in “seduta speciale” con il governatore a palazzo Balbi. «È la prima riunione operativa dei manager della sanità – ha esordito Zaia -, ma diventerà un appuntamento fisso del lunedì. Questa è una squadra tonica e motivata». Una squadra alla quale il governatore ha indicato la sua road map: «Nell’incontro ho definito chiaramente gli obiettivi che devono essere raggiunti – spiega il presidente -. Ho personalmente indicato qualche idea concreta su come muoversi». Le seguiranno? Troveranno altre strade? Presto per dirlo. Ma Zaia fa capire che i risultati li vuole vedere e a breve.

MANAGER. Sì, perché per il governatore la sanità è e deve restare un fiore all’occhiello del Veneto. Non a caso, in tutta fretta e nonostante gli ostacoli di una riforma sanitaria annunciata in campagna elettorale di primavera, ma non ancora concretizzata, il presidente ha calato a sorpresa la nomina dei 12 manager evitando così l’applicazione della legge Madia che impone la scelta dei nomi da un albo nazionale. Insomma, il governatore sta dimostrando in tutti i modi che vuole assicurarsi che la sanità continui a correre sui binari giusti, quelli che lui stesso ha definito.

LE PRIORITÀ. E snocciola le priorità, peraltro nei primi punti già anticipati dal nuovo dg dell’Ulss 6 di Vicenza, Giovanni Pavesi. Primo. Liste di attesa. Impensabile aspettare mesi su mesi per una prestazione sanitaria: si deve accelerare. Secondo. Il pronto soccorso dovrà avere un volto più umano: la professionalità, insomma, non basta quando si deve affrontare un trauma e si deve considerare anche l’aspetto emozionale. Terzo, sull’onda dei casi di questi giorni: i punti nascita vanno potenziati. Quarto. La medicina territoriale va resa più concreta con una rete efficace ed efficiente.

LA LEGGE. Tutti obiettivi ambiziosi. Ma Zaia vuole vedere concretizzato anche l’ormai famoso progetto di legge 23, quello che lui stesso ha depositato subito in Consiglio dopo l’insediamento al suo mandato bis. Cioè, una riforma della sanità fondata su due basi: la riduzione delle Ulss e la costituzione dell’Azienda zero. «A palazzo Ferro Fini si è interrotto l’iter per dar spazio ad altre priorità, quelle cioè dei conti – motiva il governatore -. Entro metà gennaio infatti sarà licenziato il bilancio. Poi il provvedimento successivo sarà la riforma».

IN CONSIGLIO. Zaia, insomma, ritorna a dettare i tempi. Lo aveva fatto dopo le elezioni, convinto che la sua maggioranza, praticamente monocolore, desse il via libera al provvedimento in pochi mesi. E invece ci sono state forti critiche dai sindaci e dal territorio, in particolare sul tema del sociale. Critiche che sono state recepite in un provvedimento di modifica della legge originale. Il testo definitivo però non è ancora stato presentato in Commissione. Anche senza una legge regionale, però, Zaia ha presentato un cambio ai vertici delle Ulss che ha portato alla riduzione del numero dei direttori generali da 24 a 12, compresi lo Iov e le aziende ospedaliere di Padova e Verona. Non sono ancora i 7, uno per provincia, come aveva indicato nel suo progetto di legge «ma è solo questione di tempo», conferma. La palla, quindi, passa al Consiglio dove nelle scorse settimane la legge si era “impantanata” in Commissione: lì erano stati presentati due emendamenti contrapposti ma a firma della stessa maggioranza per modificare la riduzione delle Ulss rispetto alla visione del governatore. Ma poi il presidente della commissione, Fabrizio Boron (Lista Zaia), aveva assicurato che si sarebbe trovata una quadra.