Individuare, per le Aziende di servizi alla persona (Asp), forme pubbliche di gestione alternativa, come previsto dalla L.r. 12/2013. Incentivare la trasformazione delle Asp “in enti pubblici economici ai quali applicare un regime economico-finanziario più favorevole e rivedere la non rimuneratività delle tariffe di accreditamento per i servizi, adeguandole ai costi reali”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Matteo Rancan (Ln).
“Il sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali- si legge nel documento- incentrato sulle Aziende di servizi alla persona e istituito con la Legge regionale 2/2003 mostra alcune rilevanti criticità e problematiche irrisolte nonostante le modifiche attuate con le leggi regionali 12/2013 e 23/2013: le Asp sono inquadrate come enti pubblici non economici e hanno altissimi costi di gestione, chiudendo frequentemente i bilanci di esercizio con perdite che i soci, principalmente i Comuni, si trovano a dover ripianare ai sensi di quanto previsto dal comma 4 dell’art. 3 della citata L.r. 12/2013”.
Il consigliere evidenzia il caso “dell’Asp Azalea del Distretto di Ponente in provincia di Piacenza, che dal 2009, anno della sua costituzione, pur non realizzando importanti investimenti strutturali, ha chiuso in costante e crescente perdita i bilanci di esercizio, con un disavanzo che al 2013 sfiorava gli 800.000 euro”. Per queste motivazioni, Rancan chiede alla Giunta, nello specifico caso, di “affrontare e risolverne i problemi finanziari”.