L’Arena, 6 maggio 2019

VERONA – Il «raffreddamento» c’è stato. Riunite per quattro ore di fronte al prefetto vicario, dirigenza dell’Istituto assistenza anziani e le rappresentanze di Cgil, Cisl, Uil e Csa – Coordinamento sindacale autonomo hanno scelto una sorta di «tregua». La vertenza sulla riorganizzazione operativa dei turni nelle due strutture di «Villa Monga» e «Loro» sarà congelata per una settimana. E un nuovo incontro è in programma nei prossimi giorni, per cercare una via d’intesa praticabile. Entro il 13 maggio la Prefettura, chiamata in causa poiché l’ente eroga un servizio essenziale, attende una risposta. L’accordo oppure, com’era in programma da parte sindacale, la prosecuzione dello stato di agitazione con un possibile sciopero già a metà mese. «Sette giorni per valutare se sia possibile raggiungere un’intesa, risolvendo le criticità che la nuova organizzazione del lavoro ha sollevato», conferma Tiziano Castioni, delegato della Cisl. Confronto acceso, quello che si è svolto in Prefettura. «Con difficoltà ma un minimo passo avanti è stato fatto», commenta la direttrice dell’Ipab, Adelaide Biondaro. «Sarebbe opportuno arrivare a un punto di incontro per evitare che l’ente, come può comunque fare per forza di legge, si trovi costretto a un’applicazione unilaterale delle nuove disposizioni». La dirigenza conferma la conformità «anzi la superiorità» dell’organico di personale, sia infermieristico che nel ruolo di operatori socio sanitari, rispetto agli standard regionali previsti. «C’è il tempo, e per parte nostra la disponibilità, per verificare nei fatti se vi siano o meno criticità. Trovando, alla fine», auspica Biondaro, «una soluzione praticabile». La protesta, avviata il Primo Maggio con l’esposizione di striscioni di cui, durante l’incontro, il presidente Alessandro Cappiotti ha criticato «taluni contenuti estranei alla vertenza», subisce dunque un temporaneo stop. «Il tavolo di confronto si riapre», conferma Nicola Cavedini, delegato del Coordinamento sindacale autonomo. «Tenteremo di attenuare le criticità, soprattutto per quanto concerne i turni del personale infermieristico». Sullo sfondo restano, per il momento, altre materie come le indennità e il trattamento per le festività. Sette giorni per una risposta o per continuare la protesta.