Corriere del Veneto 14 ottonre

VICENZA Spunta un altro verme al San Camillo. La vittima è ancora un anziano ospite della casa di riposo, e stavolta la larva è stata trovata in un bicchiere sopra il suo comodino. «L’hanno vista i famigliari e il personale. E’ un sabotaggio: quel contenitore non doveva essere lì, tanto più con dentro un verme – dichiara il presidente della cooperativa Bramasole, Moreno Lando – c’è qualcuno che vuole screditarci, ormai è chiaro». Lando, che intende «agire penalmente», ha già segnalato il caso ai carabinieri del Nas e al Cda dell’Ipab di Vicenza, con cui oggi è in programma un incontro. Il mistero si infittisce, nella vicenda che ha portato il pensionato di via Formenton a Vicenza alla ribalta delle cronache. Tutto è iniziato con la diffusione di un video in cui si vede il piede di un paziente del San Camillo piagato e infestato da vermi. Verifiche interne, dell’Usl 6 e della Regione hanno accertato che è accaduto attorno al 20 luglio scorso (e il paziente ora è stato curato); sulla diffusione del video due mesi e mezzo dopo, e sulla realizzazione stessa delle immagini il Cda dell’ente presieduto da Lucio Turra ha presentato un esposto penale in Procura, oltre ad aver avviato la revoca del contratto alla cooperativa padovana (già qualche giorno prima diffidata dai vertici dell’ente per altre violazioni).

Adesso un nuovo caso è stato segnalato alla direzione della cooperativa lunedì da un coordinatore degli infermieri della casa di riposo, dopo che questi era stato avvicinato dalla nipote di un’anziana ospite con il bicchiere in mano: dentro c’era un’altra larva. «Non era mai stato usato dall’ospite – si legge nella relazione sull’accaduto – la nipote precisava di averlo trovato sul comodino alle 15.30, asciutto e pulito», tranne per il verme sul fondo. L’infermiere a quel punto ha accertato che il bicchiere non doveva essere lì: l’orario dell’idratazione, una fase in cui agli anziani vengono portati bicchieri puliti per bere, è successiva, e in quella precedente (alle 12.30) erano stati tutti ritirati. «La signora non ha saputo dare spiegazioni sul perché il bicchiere fosse lì, pur riconoscendo che quello usato prima per pranzo era stato portato via con le stoviglie ». A quel punto gli infermieri hanno perquisito tutta la stanza, verificando tutti gli alimenti per poi cestinarli, senza trovare niente andato a male. «Poi sono stati ispezionati tutti i locali del San Camillo, senza trovare nulla di anomalo – osserva Lando – E’ chiaro che una cosa come questa non si spiega assolutamente. E’ un’altra situazione molto sospetta: non abbiamo idea di chi possa essere l’autore, ma è chiaro che è un episodio collegato a quello del video, per screditare la cooperativa ».

Il presidente di Bramasole replica in anticipo anche a chi paventi un caso inventato ad arte: «E’ tutto documentato con nomi e cognomi». Lando oggi ne parlerà all’incontro con il vicepresidente dell’ente, Giovanni Cristofari, che in questi giorni sta predisponendo le controdeduzioni per la Regione Veneto (ci sarà anche un incontro con l’assessore Manuela Lanzarin la settimana prossima). Sul caso interviene anche il coordinamento vicentino No Austerity: «Come un anno fa, esprimiamo anche oggi solidarietà e auspichiamo che le responsabilità non siano scaricate sui lavoratori».