Gazzettino 20 settembre

Riorganizzazione della sanità. Venti sindaci su ventinove sfidano Bitonci: «Convochi subito la Conferenza dei sindaci dell’Usl 16, vogliamo parlare della riforma sanitaria della Regione».
Dopo i profughi, i primi cittadini padovani si spaccano anche sulla sanità. Mela della discordia la riforma che la giunta Zaia dovrebbe approvare entro la fine dell’anno. Riforma che prevede, tra le altre cose, il passaggio da 21 a 7 Usl e la creazione della cosiddetta “azienda zero” una sorta di “cabina di regìa” che dovrebbe gestire praticamente tutte le risorse che la Regione destina al comparto sanitario. La riforma secondo i sindaci ridurrebbe in maniera significativa la voce in capitolo dei comuni per quel che riguarda la gestione della sanità sul territorio.
«Evidentemente si tratta di una preoccupazione che non sfiora il sindaco di Padova Massimo Bitonci, ovvero il presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 16 – va all’attacco il primo cittadino di Piove di Sacco Davide Gianella che si è fatto promotore di una raccolta firme per chiedere a Bitonci di convocare un incontro urgente sulla riforma regionale. «Per validare la richiesta bastavano sei adesioni, ne sono arrivate venti. Se avessimo avuto più tempo il consenso sarebbe stato ancora più vasto» rincara la dose l’esponente del partito democratico. Hanno sottoscritto il documento i comuni di Cadoneghe, Noventa Padovana, Saonara, Cervarese Santa Croce, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Teolo, Veggiano, Abano Terme, Torreglia, Arzergrande, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove, Ponte San Nicolò e Casalserugo.
Non hanno invece sottoscritto la richiesta di convocazione i comuni di Limena, Mestrino, Montegrotto Terme, Brugine, Codevigo, Correzzola, Albignasego e Maserà. Scorrendo la lista delle adesioni e delle defezioni è facile fare un parallelo con un’altra vicenda, quella legata all’accoglienza dei profughi. Molti dei comuni che non hanno sottoscritto, per esempio Albignasego, Mestrino e Maserà, sono gli stessi che le scorse settimane hanno sposato la linea dura promossa dal primo cittadino padovano contro l’accoglienza. «Questa vicenda però va oltre i tradizionali schemi politici – dice ancora Gianella – alcuni comuni che si erano schierati con Bitonci, adesso hanno firmato per la richiesta di convocazione. Un conto è l’ideologia un altro i problemi che quotidianamente la gente vive sulla propria pelle».
«Ormai il metodo del sindaco di Padova lo conosciamo bene. Quando è in minoranza, e succede abbastanza spesso, si sottrae ad ogni tipo di confronto. Lo scorso 8 settembre c’è stata sulla questione un’audizione della commissione regionale Sanità. In teoria Bitonci, qualche giorno prima, avrebbe dovuto convocare la conferenza dei sindaci per concordare una linea comune, ma non è successo…»