Venezia Today, 10 maggio 2019

Lo stato di agitazione è diventato sciopero. La sanità privata è tornata in piazza venerdì mattina a Mestre, con una protesta davanti all’ospedale Villa Salus. Stesse problematiche di quella pubblica: condizioni di lavoro impossibili, turni indefiniti per garantire le coperture necessarie e contratto di lavoro fermo da oltre un decennio. Le categorie, allo stesso modo, sono tutte coinvolte: medici, infermieri, operatori sanitari, amministrativi.
«Rinnovo a zero euro»
«Al tavolo con il Prefetto di poco tempo fa – dice Lele Scarparo Fpl Uil – oltre ai sindacati c’erano Aiop e Aris, le rappresentanze datoriali. Le stesse che indicano la Regione, non presente all’incontro, come parte in causa nel rinnovo del contratto, fermo da 12 anni. Noi riteniamo che siano i soggetti investitori, cioè i privati, a dover dare risposte diverse ai lavoratori. Come si può continuare a sostenere la linea del rinnovo a zero euro? Le trattative si sono arenate. Protestiamo perché i tavoli negoziali tornino ad aprirsi e perché il confronto riparta con presupposti diversi».
Professionalità
«Un contratto di lavoro fermo da 12 anni  – dichiara Daniele Giordano, segretario Fp Cgil Veneto – significa anche diritti e inquadramenti fermi a 12 anni fa. È vergognoso – prosegue – e inconcepibile che Aris e Aiop, che rappresentano in Veneto oltre una ventina di strutture, pur percependo i contributi dalla Regione, per l’erogazione dei servizi in convenzione, non vogliano investire parte di questi profitti per il rinnovo del contratto. La mobilitazione continuerà – conclude Giordano –  e chiederemo alla Regione di intervenire perché accredita queste aziende che non rinnovando il contratto non rispettano la professionalità, fatica, e passione che questi operatori mettono nel loro lavoro e nel sistema».