La Nuova di Venezia e Mestre, 7 giugno 2019

MESTRE. L’accordo c’è, le firme anche. L’ospedale San Camillo passa a Villa Salus, mentre la gestione della casa di riposo Stella Maris andrà alla Codess. Dopo mesi di confronto – «una trattativa in certe fasi anche estenuante», dice chi vi ha partecipato – l’accordo tra i due ordini religiosi (la congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria per villa Salus e i Camilliani per il San Camillo) è stato raggiunto.
Il passaggio fondamentale, quello più atteso, è stato fatto lo scorso 31 maggio, con la nascita della società San Camillo Irccs, dentro la quale la Fondazione Opera e la fondazione dell’ospedale San Camillo confluiranno tutti gli asset che saranno ceduti: immobile, struttura sanitaria e personale. Entro il febbraio del 2020 – questo il limite massimo deciso tra le deu parti – si concluderà l’acquisto, per il quale sarà necessario anche il nulla osta da parte della Regione.
Uno dei passaggi più delicati riguarda ovviamente il personale. Per ciò che riguarda il personale dell’ospedale si parla di 220 dipendenti. Per ciò che riguarda la casa di riposo Stella Maris, che sarà gestita invece da Codess, i dipendenti coinvolti dal passaggio di proprietà sono 141. Le parti in causa della trattativa – Villa Salus, Camilliani e Codess – preferiscono non entrare nei dettagli dell’accordo.
Ma i rappresentanti delle organizzazioni sindacali sono già stati convocati, attraverso una raccomandata anticipata via email, martedì 11 giugno, proprio relativamente alle procedure relativa al trasferimento dei dipendenti nella cornice del trasferimento d’azienda.
Nel documento si legge che «L’operazione è determinata dal fatto che la Fondazione (i Camilliani, ndr)intende dismettere l’attività sanitaria al Lido di Venezia per dedicarsi ad attività di altra natura». Allo stesso tempo Villa Salus è invece interessata a «consolidare e sviluppare la propria posizione nell’ambito della gestione di strutture ospedaliere nella provincia di Venezia».
In una nota congiunta, l’ad di Opera San Camillo Andrea Pantò, il direttore generale di Villa Salus Mario Bassano, e il direttore generale di Codess, Luca Omodei, confermano che «nel passaggio di proprietà verranno tutelati il personale e l’occupazione, con l’obiettivo di salvaguardare e potenziare le strutture esistenti e l’eccellenza della ricerca». Ad accompagnare Villa Salus nell’operazione finanziaria per l’acquisto dell’ospedale è un fondo americano con sede a Milano. I rumors parlano di un’operazione intorno ai 20-25 milioni di euro, compresi i lavori da 4,5 milioni di euro per riordinare le strutture. All’ospedale San Camillo i lavori sono già in corso. Una cifra sulle quali anche le due parti in causa preferiscono trincerarsi dietro un no comment.
C’è soddisfazione, sul fronte sindacale, per una vicenda che si trascinava da mesi. Ma anche la massima attenzione sul passaggio del personale. «Finalmente c’è una prospettiva, ora servono garanzie sui posti di lavoro e condizioni contrattuali», dice Piero Polo, della Uil Fpl. Per Daniele Giordano (Cgil-Fp), «Finalmente si chiude una fase di incertezza. Adesso serve un vero rilancio del San Camillo ridefinendo un piano ambizioso di prospettiva in campo scientifico».