La Nuova, 23 settembre 2015

La giunta Brugnaro – con l’assessore al Bilancio e Aziende Michele Zuin in primo piano – sta procedendo a una capillare azione di spending review sul bilancio comunale, per i tagli che non sarà possibile realizzare nell’anno in corso – perché molti servizi a carico del Comune sono già autorizzati fino al termine di esso – ma che potranno scattare dall’inizio del 2016. Lo ha spiegato ieri in Commissione consiliare Bilancio lo stesso Zuin nella prima delle sedute che saranno dedicate proprio alla predisposizione del bilancio di previsione 2016. «Vogliamo presentarlo e approvarlo entro il 31 dicembre, come sarebbe previsto, al di là di possibili proroghe», ha spiegato Zuin, «pur consapevoli che non avremo il quadro certo delle entrate, perché ad esempio costi e compensazioni dell’abolizione della Tasi e dell’Imu sulla prima casa che il Governo ha intenzione di attuare, inserendoli nella Legge di stabilità, non saranno ancora attuati. Ma siccome abbiamo l’assoluta necessità di intervenire sul fronte delle spese del Comune, pur senza fare disastri, dobbiamo approvare il bilancio entro l’anno, per prevedere così eventualmente la sospensione o la modifica di servizi su cui altrimenti non saremmo più in grado di intervenire se fossero già stati autorizzati». La manovra sui tagli di spesa andrà di pari passo anche sul piano di riorganizzazione e accorpamento delle società partecipate dal Comune lasciato in eredità da Zappalorto, ma che il Comune intende adottare con alcune modifiche, a cominciare ad esempio da Insula, su cui si sono accesi i fari della nuova Amministrazione, con l’aggio del 14 per cento sugli appalti giudicato eccessivo e con la tentazione forte di scioglierla e riportare il settore all’interno dell’assessorato ai Lavori pubblici. Ma anche per quanto riguarda il Casinò, la sorta di Cmv spa, la società patrimoniale della casa da gioco, in passivo strutturale, perché priva di reddito dopo la separazione da quella del gioco, sembra segnata. Visto che l’ipotesi privatizzazione è ormai saltata, si tornerà al passato, riunificando le due società e cercando di alleggerire l’esposizione debitoria con la cessione dei terreni del quadrante di Tessera. È ancora buio fitto, però su natura e dimensioni dei tagli che il Comune intende adottare alla spesa di Ca’ Farsetti, ma il capitolo delle Politiche sociali è fortemente indiziato di intervento, proprio perché particolarmente corposo all’interno del bilancio dell’Amministrazione, visto che “pesa” per circa 36 milioni di euro. Una prima indicazione in questo senso è stata lasciata in eredità a Brugnaro dall’ex commissario straordinario Vittorio Zappalorto. «È sempre stata un fiore all’occhiello dell’Amministrazione», aveva dichiarato al momento del suo commiato «ma la prima cosa che il nuovo sindaco dovrà chiedersi è: «Me la posso ancora permettere?». Una parte dei servizi sociali svolti dal Comune spetterebbero all’Asl 12, ma l’Amministrazione, per scelta, li ha tenuti per sé. Non credo sia possibile ancora per molto». I servizi sociali che per legge spettano all’Azienda sanitaria locale – nel campo ad esempio, dell’assistenza e dell’handicap – potrebbero quindi essere “restituiti” ad essa con i relativi risparmi. Ma dopo lo stop alla parte variabile legata alla produttività dello stipendio dei dipendenti comunali – comunque a rischio anche per il probabile sforamento anche quest’anno del Patto di stabilità – sarebbe intenzione della Giunta Brugnaro di “tagliare” anche le cosiddette posizioni organizzative all’interno della “macchina” di Ca’ Farsetti.