La Ca’ di Dio pronta per essere venduta per essere trasformata in un albergo, anziché – come è da sempre – una residenze per anziani autosufficienti gestita dall’Ire, l’Istituto per il ricovero e l’educazione. Se ne parla da tempo, ma ieri è arrivato il passo decisivo, con l’approvazione in Giunta da parte del commissario Vittorio Zappalorto di una delibera che elimina lo standard pubblico attuale che vincolava l’uso dell’edificio di origine duecentesca che si affaccia sulla riva dell’Arsenale e apre la strada, dunque alla trasformazione alberghiera. In cambio, saranno rafforzati gli standard delle altre due case di riposo dell’Ire alle Penitenti e alla Giudecca. La residenza dispone di 78 stanze a un letto con bagno e 6 a due letti, per una ricettività complessiva di 90 posti-letti, ma attualmente sono ancora una dozzina gli anziani autosufficienti ospitati e che pagano rette abbastanza elevate, intorno ai duemila euro mensili. Per l’Ire, quella degli anziani autosufficienti è una categoria ormai residuali, visto che la maggior parte degli anziani ospitati nei circa 460 posti disponibili tra le sedi di San Lorenzo, Zitelle e San Giovanni e Paolo – che chiuderà tra pochi mesi per lasciare spazio alla nuova residenza di San Giobbe – non lo sono. Di qui la dismissione della Ca’ di Dio, già attrezzata per la trasformazione alberghiera. L’Ire conferma infatti l’intenzione di mettere a reddito l’edificio, anche per finanziare alte operazioni immobiliari in corso, ma per cui mancano anche fondi come il complesso di appartamenti che dovrebbero essere realizzati al posto della casa di San Giovanni e Paolo.