Solidarietà e speranza scendono in campo nell’isola della Giudecca. È stato inaugurato ieri alla presenza di numerose persone “Il Nido di Elena”. È il nuovo alloggio di circa 80 metri quadri dell’ente ecclesiastico Casa Famiglia San Pio X: due camere, bagno, cucina e salotto. Si trova al secondo piano e accoglierà due mamme in difficoltà che insieme ai loro figlioletti potranno riprendere in mano la vita e ripartire. Ad inaugurare quel “nido” accogliente è stato don Danilo Barlese, direttore dell’Ufficio diocesano sposi e famiglie. Ha tagliato il nastro Liliana Miatello con accanto il marito Francesco Trevisanato che con la loro Fondazione “Elena Trevisanato” hanno finanziato i lavori di restauro: la fondazione è nata in ricordo della loro giovane figlia Elena, a 19 anni. La coppia ha ricordato: «È un modo per mantenere vivo il ricordo di nostra figlia». La fondazione opera sia a livello locale in progetti di integrazione culturale e di sostegno dell’infanzia in difficoltà, sia nel terzo mondo, in particolare in Etiopia, dove costruisce scuole e pozzi in zone desertiche per garantire l’accesso all’istruzione e all’acqua potabile. Il presidente Roberto Scarpa ha spiegato che nella Casa Famiglia abitano mamme violate nel corpo e nell’anima. Vi operano una coordinatrice, assistente sociale, due psicologhe, una pedagogista, una laureata in scienze dell’educazione, 4 operatrici socio-sanitarie. Attualmente vivono sette mamme, dai 16 ai 23 anni, con 5 bimbi. La struttura fu fondata nel 1910 dal patriarca Giuseppe Sarto, eletto Papa con il nome di Pio X nel 1903, proclamato santo nel 1954.